Del Libro dell'Illustrissimo Signor
LUIGI CORNARO
All'Illustrissimo & Reverendiss. Monsig.
MARCO CORNARO
VESCOVO DI PADOVA.
Giorgio Gennaro.
SPIEGA Luigi al Mondo in bei colori
Come fugga di morte il fiero strale;
Come tra tanti error, tra tanti horrori
Goda del chiaro Ciel l'aura vitale.
Quasi Giove mortal Marco immortale
Per dar la vita anchor piove tesori,
E
già la pronta Parca al nostro male
Hà
più volte allungati i suoi lavori.
Onde due gran Cornari il Mondo addita,
Che d'ingegno, e Pietà sù l'ali accorte
Trovan nel Ciel d'honor la via spedita.
Mà ceda pur gran Marco à la tua sorte
Luigi, che togliendo altrui dà vita,
Che tu col dar altrui togli la morte.
DEL MEDESIMO LIBRO.
All'Illustrissimo & Reverendiss. Monsig.
MARCO CORNARO
VESCOVO DI PADOVA.
Giorgio Gennaro.
QUESTI che in parca Mensa
Largo alimento di salute appresta,
E della Morte arresta
Il passo, aprendo il corso à vita immensa,
Di tua stirpe real degno rampollo
Fù, ben degno d'Apollo,
Nè dissimil à te: se non che scarso
Ei di delitie; largo
Fù di dovitie il ben altrui compite,
Così per varia traccia un fine ambite,
Sostenendo il salubre
Di donar vita altrui publico incarco,
Tu liberal, ei parco.
Quest'ingegnosa usura
Con cui per prolongar vita mortale
Nobil guadagno fà dell'immortale
Il novello Esculapio:
Forza è che sforze il Fato, e la Natura
Mentre
chiude le porte
A la Vecchiaia, al Morbo, et à la Morte.
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