Conclusione
Quindici
giorni dopo, la scialuppa a vapore giungeva indisturbata alle bocche del Niger e
del vecchio Calabar, e sboccava in mare arrestandosi ad Akassa, una graziosa ma
anche assai insalubre cittadina del possedimento inglese.
Il marchese
ed i suoi compagni, dopo aver fatto degli splendidi regali ai marinai della
piccola cannoniera, ai quali dovevano la loro salvezza, e dopo aver ringraziato
il valoroso comandante, s'imbarcarono su un piroscafo inglese in rotta per la
libera colonia di Liberia.
Tutti avevano
fretta di ritornare al Marocco, soprattutto il marchese, il quale ormai aveva
dato il suo cuore alla bella Esther.
Il 25
febbraio del 1880 sbarcarono a Monrovia, la capitale della repubblica negra,
prendendo tosto imbarco su un piroscafo della Woermann Linie che faceva il
servizio fra Liberia, isole Canarie, Mogador e Tangeri.
Quindici giorni
più tardi il marchese di Sartena, nella casa di Ben Nartico, impalmava la
valorosa ebrea, che aveva imparato ad apprezzare nel deserto del Sahara, fra i
mille pericoli dei feroci scorridori del deserto e fra i kissurì del sultano di
Tombuctu.
Il giovane
marchese non ha rinunziato alle sue spalline. Egli è ancora uno dei più
brillanti ufficiali della guarnigione corsa e Rocco ed El-Haggar, il fedele
moro, sono le sue ordinanze, come Esther è la più bella e la più invidiabile
sposa dell'isola.
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