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S. Alfonso Maria de Liguori Lettere IntraText CT - Lettura del testo |
754. AL MEDESIMO.
Quanta parte prendesse il Santo alle afflizioni del Sommo Pontefice.
Viva Gesù, Giuseppe e Maria!
ARIENZO, 23 LUGLIO 1774.
Ultimamente è venuto da Roma Mgr Rosetti,1 mio confidente e ben inteso delle cose di Roma, e mi ha detto
quel che V. R. mi scrive in fine della sua, che il Papa sta afflittissimo per le traversie che passa con Sardegna, Spagna, Napoli e specialmente con Venezia.
Stava ancora col timore della morte, profetizzata dalla monaca1 carcerata in Santangelo, secondo la quale doveva morire a' 16 di luglio. Ma ora son passati li 16 e non è morto; e così speriamo che ce lo mantenga Dio per l'Anno Santo e per appresso.
Io non so altro che dire: povero Papa, povero Papa! afflitto da tutte le parti. E prego sempre per lui il Signore che l'aiuti.
E così non è maraviglia che non isbriga niun negozio, e non ne vuole esser neppure parlato. E perciò l'affare di Ceprano è restato sopito. Monsignor Macedonio non avrà avuto neppure animo di parlargliene.
Il Papa sta sempre chiuso e non vuol sentire niuno. Bisogna pertanto pregare con modo speciale per il Papa e per la Chiesa.
E non occorre più infastidire Monsignor di Veroli, se non sappiamo prima che il Papa si è quietato alquanto ed ha cominciato a negoziare.
In quanto poi a' vostri compagni di costì, vi compatisco. Che si ha da fare? E comunità: vi hanno da essere quei che non camminano tutti diritti. Vi bisogna pazienza e prudenza.
Mando questa mia circolare, che ho mandata alle altre case. Leggetela e fatela leggere in comune in qualche giovedì in luogo del discorso, quando vi si troverà la maggior parte.
Dite a tutti che questa fondazione è nuova ed è in altro regno. In tutte le fondazioni nuove si ha da patire e patire assai per la povertà, e specialmente perché si ha da trattare con gente non conosciuta. Che leggano quel che hanno patito i Santi nelle prime fondazioni; e così si son fatti santi.
Va bene che di quando in quando mandiate a riverire il Signor Francese [il sacerdote Luigi Arnauld], ma non l'applettate a tornar presto.
Il mio libro non è uscito ancora. Quando esce, lo manderò per il procaccio di Sora ed in testa di D. Giovanni Marzani, come mi scrivete.
Ricordate a tutti di raccomandarmi a Gesù Cristo particolarmente, ogni giorno; giacché la morte mi sta sopra. E ciò specialmente lo dico a V. R. che benedico con tutti, uno per uno.
Di V. R.
Fratello ALFONSO MARIA
Conforme ad un'antica copia.