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José Saraiva Martins
47 Congresso Eucaristico Internazionale

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2. Parola e sacramento

Il filo logico e cronologico su cui corrono i dinamismi della evangelizzazione, si incrocia con il filo ontologico. Di fatto, la fede crea comunità, perché ogni singolo fedele con l'ascolto della parola di Dio sigillato nel battesimo, accede alla celebrazione per ascoltare, nell'oggi celebrativo, la voce di Dio (cfr Sal 84, 4). E nella celebrazione, il Dio, che ripetutamente ci parla, ascolta la nostra risposta e ci suggerisce la parola stessa con cui rispondere.

Ogni risposta alla parola di Dio, sia quella appena formulata e sussurrata in noi, sia quella cantata e acclamata nella comunità, sia quella che viene data alla mensa verbi con la mensa Eucharistiae, sia quella concretamente spesa nella vita di speranza e di carità, è adesione di fede all'Amen del Cristo per la gloria del Padre (cfr 2 Cor 1, 20, 22). La risposta di fede propria di ciascun fedele, si unisce a quella degli altri e costituisce una specie di tessuto vitale che accomuna e tiene unite le generazioni di fedeli che si succedono nel fluire del tempo.

In altri termini, i dinamismi dell'evangelizzazione seguono la traiettoria che parte dall'annuncio accolto della Parola di Dio. Essa smuove e suscita la fede. Da essa scaturisce la conversione concretizzata in opere di carità, alimentate dalla fede stessa e protese ad un perfezionamento in forza della speranza. Il tutto approda alla celebrazione sacramentale. Di fatto, ogni celebrazione è sacramentum fidei. Anzi, secondo il detto di Agostino, «Sacramentum fidei, fides est» (Agostino Epistula 98, 9: Pl 33, 364).

I dinamismi dell'evangelizzazione filtrati dalla celebrazione passano, dunque, «dalla» «fides ex auditu», previa e concomitante alla celebrazione stessa, all'«auditus fidei», concretizzato sia personalmente sia comunitariamente. L'ascolto della fede è il locus dove il Signore illumina la vita dei fedeli mediante il suo Vangelo (cfr 2 Tim 1, 10), per approdare alla obedientia fidei (cfr Rom 1, 5) con il modo concreto di portare nella vita quanto si celebra nell'azione liturgica. Cosi la fede della comunità celebrante supplisce alle carenze di quella del singolo fedele; o meglio: quella forse languente del fedele è pur sempre segno di quella indefettibile della Chiesa. Effettivamente, il Signore non guarda alla povertà dei singoli, ma alla fede della sua Chiesa, come si prega nella orazione eucaristica prima dello scambio del segno di pace (Ordo missae).

A sua volta, la fede della Chiesa, accogliendo la parola, le risonanza e consistenza storica, la custodisce, la trasmette fedelmente, la interpreta autorevolmente.

Si crea cosi una recirculatio tra parola di Dio e fede; recirculatio che continua poi nella conversione e nella vita del fedele. Infatti, perché la parola di Dio sia accolta e penetri nella vita dei fedeli, si postula quel «big-bang» iniziale o scintilla della grazia, che è la fede infusa.

Questa richiede, però, un continuo processo di intensificazione dell'ascolto, dell'accoglimento, dell'approfondimento della Parola di Dio.

L'evangelizzatore, pertanto, non avrà esaurito il suo compito solo con l'annuncio (Kerygma) della Parola. Esso deve aiutare il catechizzando ad alimentare la fede, portandolo a credere sempre più in quella Parola, professadola con la bocca, confessandola con la vita, e celebrandola con i sacramenti. Di fatto, vale quanto si evince da un principio enunciato nei Praenotanda (n. 41) all'Ordo Lectionum Missae: «verbum in celebratione, per Spiritum sanctum fit sacramentum».

Così, mentre rimane vero che la Chiesa ha una specifica missione, che è quella di comunicare agli uomini la salvezza annunciata e compiuta dal Cristo, rimane altrettanto vero che i mezzi fondamentali di questa missione sono l'annuncio del Vangelo con i suoi dinamismi che sfociano necessariamente nella celebrazione dei sacramenti, al centro dei quali si trova l'Eucaristia.

Ora situazioni varie e concrete istanze del tempo, nel continuo susseguirsi di uomini e di eventi, hanno indotto la Chiesa a porre l'attenzione e l'accento talvolta su un aspetto, talvolta su un altro della sua molteplice azione e degli intrecci delle coordinate dell'evangelizzazione. Mai, però, la Chiesa è venuta meno al suo duplice compito fondamentale: la trasmissione cioè del Vangelo, in assoluta fedeltà al contenuto essenziale del suo messaggio (evangelizzazione), anche se con adeguato adattamento delle forme ai tempi, e la celebrazione dei sacramenti.




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