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Atti di Tomaso

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XIII - Atto tredicesimo: Vizan riceve il Battesimo

 

[150] Il giovane Vizan, figlio del re Mazdai, gli domandò: "Te ne supplico, apostolo di Dio, permettimi di andare a supplicare i custodi dei prigionieri affinché mi concedano che tu venga con me a casa mia per darmi il segno della vita e così diventi anch'io un servo di questo nuovo Dio che tu predichi. Io camminavo in conformità di tutte le cose che tu hai detto fino dalla mia gioventù, fino a quando mio padre, facendomi violenza, mi diede in moglie Manashar. Ho ventun anni e sono sette che sono unito in matrimonio con una donna; prima di sposarmi non conobbi altra donna e da mio padre ero ritenuto un buon a nulla. Dalla donna ch'egli mi ha dato, finora non ho avuto né figliofiglia e mia moglie, in tutti questi anni, ha vissuto con me in piena castità. Ed oggi, se essa fosse stata bene, se ti avesse visto e avesse udito la tua parola, io sarei tranquillo, essa vivrebbe e avrebbe ricevuto la vita perpetua; ma essa è da lungo tempo afflitta e malata. Io dunque supplicherò i custodi dei prigionieri, qualora tu mi prometti di venire con me a casa mia: io, infatti, vivo da solo in casa mia e tu guarirai la povera malata".

Giuda, apostolo dell'Altissimo, udite queste cose disse a Vizan: "Figlio mio, se tu credi vedrai le meraviglie del nostro Dio, vedrai come guida alla vita e come ha misericordia dei suoi servi".

[151] Mentre stavano parlando, presso la porta della prigione si trovavano Terza, Migdonia e Narchia sua nutrice. Esse diedero 360 dramme ai custodi dei prigionieri, i quali le lasciarono andare da Giuda. Entrate, videro Giuda, Sifur, Vizan e la moglie e la figlia di Sifur, e tutti i prigionieri che, seduti, ascoltavano Giuda.

Quando giunsero davanti a lui, egli domandò loro: "Chi vi ha lasciato venire da noi? Chi vi ha aperto la porta che era chiusa?". Terza gli rispose: "Non siete voi che ci avete aperto la porta, dicendoci: "Venite in prigione, così andremo a prendere i nostri fratelli che si trovano . Il Signore ci mostrerà così la sua gloria"? Quando giungemmo alla porta della prigione, tu sei scomparso e udimmo il rumore della porta che si chiuse di fronte a noi. Allora abbiamo dato ai custodi del denaro e così ci lasciarono entrare; ed ecco che ci troviamo qui supplicandoti di fare quello che desideriamo noi, scappando fino a quando non sia svanita l'ira del re Mazdai, freddo a tuo riguardo". Giuda disse a Terza: "Raccontateci prima com'è che siete state chiuse qui".

[152] Terza gli rispose: "Tu non ci hai mai abbandonato eccetto che per un momento, e non sai come siamo state chiuse qui dentro? Ma se tu lo vuoi sentire, senti. Il re Mazdai mandò a chiamare me, Terza, mi fece condurre da lui e mi disse: "Quello stregone non ti ha ancora vinto perché, a quanto ho sentito dire, egli incanta con acqua, pane e vino e tu non sei stata ancora incantata. Ma ascolta ciò che ti dico, io non ti torturerò e non ti ucciderò; so, infatti, che fino a quando egli non ti avrà dato acqua, olio, pane e vino non avrà su di te pieno potere". Io gli risposi: "Fammi quello che tu vuoi! Tu hai il potere di fare quanto vuoi sul mio corpo, ma io non ucciderò l'anima mia con te". Udite da me queste cose, mi rinchiuse in una camera oscura, sotto la sua sala da pranzo. Suo cugino Carisio condusse Migdonia e Narchia e le chiuse ambedue con me. Ma a noi non mancò mai la luce, tu stesso ci hai tratte fuori ed ecco che ci troviamo qui davanti a te. Dacci il segno! Cada la speranza di Mazdai che ha progettato tutte queste cose contro di me".

[153] Quando Giuda, apostolo di nostro Signore, udì queste cose, disse: "Sia gloria a te, multiforme Gesù! Sia gloria a te, che ti mostri simile alla nostra povera umanità! Sia gloria a te, che ci dai forza e coraggio, che ci rimproveri e ci consoli, che ci stai vicino in tutte le nostre pene, che fortifichi la nostra debolezza e dai coraggio al nostro timore!".

Queste parole diedero coraggio ai prigionieri, e i custodi dissero: "Spegnete le lampade affinché non ci si accusi calunniosamente presso il re Mazdai!". Si soffiò allora su tutte le lampade e tutti andarono a dormire. Giuda, però, disse a nostro Signore: "Ora è il momento di affrettarti, Gesù nostro illuminatore, giacché ecco che i figli delle tenebre ci hanno collocato nelle loro tenebre! Tu, Signore nostro, illuminaci con la luce della tua natura!".

Sull'istante, tutta la prigione splendette come il giorno; tutti coloro che vi erano rinchiusi dormivano, vegliavano solo quelli che credevano in nostro Signore.

[154] Battesimo ed Eucaristia. Giuda disse a Vizan: "Va' davanti a noi e preparaci il necessario per il nostro servizio". Vizan gli domandò: "Chi ci aprirà le porte della prigione? Essi le hanno chiuse tutte e i custodi sono addormentati". Giuda gli rispose: "Credi in Gesù e non avere alcun dubbio! Va', e troverai le porte aperte, girate sui loro cardini". Poi partì e li precedette. Tutti gli altri andarono dietro a Giuda.

Percorsa metà strada, incontrarono Manashar, moglie di Vizan, in cammino verso la prigione. Lei lo riconobbe e gli domandò: "Sei tu mio fratello Vizan?". Egli le rispose: "Sì, e tu sei mia sorella Manashar?". Lei rispose: "Si!". Egli seguitò: "Ma dove vai tu sola a quest'ora? E come sei riuscita ad alzarti da letto?". Lei rispose: "Questo giovane pose la sua mano su di me e io guarii; ed in sogno vidi che dovevo andare dallo straniero imprigionato per avere una guarigione completa". Vizan le domandò: "Dov'è il giovane che era con te?". Lei rispose: "Non lo vedi? Ecco, mi sta tenendo per mano e sorreggendo!".

[155] Mentre parlavano, giunse Giuda con Sifur, sua moglie e la figlia, con Migdonia, Terza e Narchia dirette alla casa di Vizan. Non appena Manashar, moglie di Vizan, vide Giuda si inchinò e l'adorò dicendogli: "Sei venuto, mio guaritore dalla dolorosa malattia? Tu sei colui ch'io vidi in sogno, colui che mi hai affidato a questo giovane affinché mi conducesse da te in prigione. La tua gentilezza non permise ch'io mi stancassi e tu stesso sei venuto da me". Ciò detto si guardò attorno e vide che il giovane non c'era più; disse quindi a Tomaso: "Sono incapace di camminare da sola, e il giovane al quale mi avevi affidato non è più qui". Giuda le rispose: "Il tuo sostegno sarà Gesù!". Lei allora corse e andò avanti a loro; quando entrarono in casa di Vizan, figlio di Mazdai, era notte, ma nostro Signore dava loro luce in abbondanza.

[156] E Giuda prese a pregare così: "Compagno e aiuto del debole, speranza e fiducia del povero, rifugio e riposo dello stanco, voce che viene dall'alto a confortare i cuori dei tuoi credenti, asilo e porto di quanti percorrono la regione delle tenebre, medico senza onorario che tra gli uomini fosti crocifisso per molti e per il quale nessuno fu crocifisso! Tu discendesti nello sheol con grande potenza, i morti ti videro e riacquistarono la vita e il principe della morte non potsopportarlo! Tu salisti con grande gloria portando con te quanti avevano cercato rifugio in te, tracciando loro il sentiero verso l'alto sicché tutti i redenti seguirono le tue impronte! Tu li portasti nel tuo gregge mescolandoli con le tue pecore!

Figlio della perfetta misericordia inviato a noi con potenza dal Padre, lodato dai suoi servi! Figlio inviato dalla paternità suprema e perfetta! Signore di ogni cosa, che non può essere contaminato! Ricco che riempisti la tua creazione con il tesoro della tua ricchezza! Bisognoso, che soffristi la fame e digiunasti per quaranta giorni! Tu che sazi, con la tua benedizione, le nostre anime assetate! Tu, Signore, sii con Vizan, con Terza e con Manashar, uniscili al tuo gregge, mescolali con il tuo numero, sii la loro guida mentre si trovano ancora sul sentiero dell'errore.

Nel luogo dell'infermità, sii il loro guaritore! Nel luogo della stanchezza, sii il loro fortificatore! Nel luogo impuro, rendili puri! Nel luogo del nemico, rendili incontaminati dalla corruzione! Sii il medico dei loro corpi, da' vita alle loro anime, rendili santuari e templi affinché lo Spirito santo dimori in essi".

[157] Terminata questa preghiera, disse a Migdonia: "Figlia mia, svesti le tue sorelle". Lei le svestì, pose su di loro delle cinture e le fece avvicinare a lui. Il primo a giungere fu Vizan.

Giuda prese dell'olio e su di esso glorificò Dio, dicendo: "Nobile frutto, degno di divenire splendente con la Parola di santità, affinché gli uomini si rivestano di te e, per mezzo tuo, vincano i nemici, non appena sono purificati dalle loro precedenti opere! Sì, Signore, vieni e sii in questo olio come tu fosti sull'albero, mentre quelli che ti crocifiggevano erano incapaci di sopportare la tua Parola. Venga il tuo dono, che tu soffiasti contro i tuoi nemici allorché retrocedettero e caddero bocconi, e sia su quest'olio sul quale invochiamo il tuo nome".

Indi lo versò sul capo di Vizan e poi sul capo degli altri, dicendo: "Il tuo nome, Gesù Cristo, sia su queste persone per la remissione delle offese e dei peccati, per l'annichilimento del nemico, per la guarigione delle loro anime e dei loro corpi".

E ordinò a Migdonia di ungerle, mentre egli personalmente unse Vizan. Dopo l'unzione li fece discendere nell'acqua nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo.

[158] Dopo che furono battezzati e salirono, portò del pane, e la miscela in una coppa e recitò su di essi la benedizione, dicendo: "Noi mangiamo il tuo santo corpo che fu crocifisso per noi e beviamo il tuo sangue vivificatore che fu versato per noi. Il tuo corpo ci sia vita e il tuo sangue ci sia remissione dei peccati.

Per il fiele che tu bevesti per noi, sia allontanata da noi l'amarezza del nostro nemico. Per l'aceto che tu bevesti per noi, sia rinvigorita la nostra debolezza. Per gli sputi che tu ricevesti per noi, noi riceviamo la tua vita perfetta. Poiché tu ricevesti per noi la corona di spine, noi riceviamo da te la corona che non perisce. Poiché tu fosti avvolto per noi in una veste di lino, noi siamo cinti con la tua vigorosa e insuperabile fortezza. Poiché tu, per la nostra mortalità, fosti sepolto in un sepolcro nuovo, possiamo essere in comunicazione con te nel cielo. Come tu risorgesti, possiamo noi pure risorgere e stare davanti a te nel giudizio veritiero".

Spezzò l'Eucaristia e la distribuì a Vizan, a Terza, a Manashar, a Sifur, a Migdonia, alla moglie e alla figlia di Sifur, dicendo: "Questa Eucaristia sia per voi vita e riposo, gioia e salute, guarigione delle vostre anime e dei vostri corpi!".

Essi risposero: "Amen!". E si udì una voce che diceva loro: "Sì, amen!". Udita questa voce, caddero bocconi. E si udì nuovamente la voce che diceva: "Non abbiate timore, ma credete soltanto!".

 

 

 




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