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Ciclo di Pilato

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Lettere tra Pilato ed Erode  

Pilato, governatore di Gerusalemme, al tetrarca Erode, salute!

[1] Non fu una buona azione quella che, per tua istigazione, feci allorché gli Ebrei mi condussero Gesù, detto Cristo. Dopo essere stato crocifisso, nel terzo giorno risuscitò dai morti, come mi è stato annunziato anche dal centurione. Io stesso decisi di mandare una spedizione in Galilea: fu visto nel suo proprio corpo e nella sua identica fattezza. [2] Con la stessa voce e con gli stessi insegnamenti si manifestò a più di cinquecento uomini timorati di Dio. E costoro diffondono questa testimonianza senza alcuna paura; annunziano anzi con sempre maggiore coraggio la risurrezione e un regno eterno, a tal punto che sembra che i cieli e la terra si rallegrino per i suoi santi insegnamenti.

[3] Mia moglie Procla, dando credito a sogni che le erano apparsi, mentre io per tua istigazione lo stavo mandando alla crocifissione, mi lasciò con dieci soldati e con il fedele centurione Longino per contemplare le sue sembianze come se si trattasse di un grande spettacolo. E l'hanno visto seduto in un campo coltivato, circondato da una grande folla, mentre insegnava le grandezze del Padre, tanto che tutti rimasero fuori di sé dalla meraviglia (per il fatto che) colui che aveva sofferto ed era stato crocifisso, era risorto dai morti.

[4] Mentre essi lo stavano osservando con molta attenzione, si diresse verso di loro e disse: "Siete ancora increduli verso di me, Procla e Longino? Non sei forse stato tu che hai fatto la guardia durante la mia passione e al mio sepolcro? E tu, donna, non hai forse mandato un messaggio a tuo marito a mio riguardo?... il testamento di Dio disposto dal Padre.

[5] Per opera della mia morte che voi conoscete io, risorto dopo aver molto patito, vivificherò tutta la carne che si era perduta. Or dunque sappiate che non perirà ogni carne che crede in Dio Padre e in me. Io ho, infatti, sciolto i dolori della morte e ho trafitto il drago dalle molte teste. Nella mia prossima venuta ognuno risusciterà con lo stesso corpo ed anima che ha adesso e benedirà il Padre mio, il Padre di colui che fu crocifisso sotto Ponzio Pilato".

[6] All'udire tali cose, tanto mia moglie Procla, quanto il fedele centurione Longino che aveva fatto la guardia durante la passione di Gesù, nonché i soldati che li avevano accompagnati, elevando grida e pieni di tristezza, vennero ad annunziarmi queste cose. Io, a mia volta, le annunziai ai miei grandi commissari e ai miei compagni di milizia; ed essi, pieni di tristezza, elevarono grida analizzando quotidianamente il male che era stato compiuto verso di lui, mentre io mi univo al dolore di mia moglie dormendo digiuno sulla nuda terra.

[7]...e giunto il Signore innalzò da terra sia me che mia moglie. Osservatolo bene, vidi che il suo corpo aveva ancora le cicatrici. Egli posò le sue mani sopra i miei omeri dicendo: "Ti benediranno tutte le generazioni e i popoli perché, durante la tua epoca, il Figlio dell'uomo morì e risuscitò, salirà nei cieli e sederà nelle sublimità celesti. E tutte le stirpi della terra sapranno che io, nell'ultimo giorno, verrò a giudicare i vivi e i morti".




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