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Quinto giorno
Lezione
Terribile pestilenza per tutta la
terra
[58]Il pellegrino Rocco, venuto adunque nel territorio di Toscana per
continuare il suo viaggio sino a Roma e guadagnare la indulgenza del giubileo,
si arrestò per soccorrere a molti sciagurati fratelli che trovò tuttavia
oppressi da quel gigante di terrore, il morbo di pestilenza. La pestilenza
aveva percorso omai tutta la terra ed ora infieriva in alcune regioni di
Toscana e di Lombardia. Poniamo attenzione a considerare per poco questo
monarca di spavento.
Il
Rohrbacher lo descrive così: "Un predicatore terribile mandato da Dio
invitava tutte le nazioni alla penitenza: era la peste. [59]Non si
crederà -- dice il Petrarca -- che v'ebbe un tempo in cui l'universo è stato
quasi intieramente spopolato, in
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cui le case
sono rimaste senza famiglia, le città senza cittadini, le campagne incolte e
tutte seminate di cadaveri. Come il vorrà credere la posterità? Noi stessi
duriam fatica a crederlo e tuttavia il vediamo coi nostri propri occhi. Usciti
dalle nostre case, noi scorgiamo la città, cui troviamo piena di morti e di
moribondi; torniamo a casa, <non> vi troviamo più i nostri parenti, sono
morti tutti in questa nostra breve assenza. Felici le razze future, che non
vedono queste calamità e che avranno forse qual serie di favole la descrizione
che noi ne facciamo! Secondo altri scrittori, le due terze parti della
popolazione furono morte32 da questo generale flagello; v'ebbero città
in cui non rimase che il decimo od il ventesimo degli abitatori e certe
provincie che furono mutate in ispaventevoli solitudini. [60]I
principii del mal contagioso erano pustole che apparivano nel corpo,
accompagnate da febbri maligne delle quali si moriva in capo a due giorni. In
ogni parte non si udivano che gemiti, lamenti acuti e spaventose grida.
Finalmente,
aggiungono questi scrittori, è difficile il credere che al tempo del diluvio
abbiano le acque distrutti più uomini che non ne cacciò la peste ne' sepolcri
nello spazio di quattro o cinque anni che durò. Il contagio prese sua origine
nell'Asia settentrionale nell'anno 1346, con una specie di esalazione che coprì
una vasta contrada in cui si vide nascere al tempo stesso una copia prodigiosa
di insetti, i quali finirono per corrompere l'aere. La mortalità si comunicò
subitamente agli uomini ed agli animali; ella passò dall'Asia in Egitto, in
Grecia, nelle isole del Mediterraneo. Scesce poscia nelle coste dell'Europa e
dell'Africa, indi in tutti i paesi più interni. Nei tre anni che desolò
l'Europa, essa la corse successivamente [61]tutta quanta, non rimanendo
più che cinque o sei mesi nelle terre dove faceva più lunga dimora. Dall'Italia
passò in Francia, donde si appiccò alla Catalogna e alla Spagna. Essa tornò
poco dopo nella via già battuta per ammorbar l'Alemagna, i paesi settentrionali
e le isole britanniche, a tal guisa che non v'ebbe assolutamente angolo
d'Europa che non penasse de'
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suoi guasti.
Sopra di che il Petrarca diceva nella citata lettera, in uno degli eccessi del
suo dolore: E che! Signore, bisogna dunque dire che noi siamo i più tristi
uomini che appariscano mai sulla terra. Bisognava dunque che voi ci faceste
espiare le colpe di tutti i secoli, poiché esercitate contro di noi una specie
di vendetta che supera tutt'insieme la gran copia di diversi castighi che voi
avete esercitato contro gli empi".
Lo
storico continua <a> dire che morirono molto più giovani che vecchi, che
il menomo com<m>ercio cogli
appestati era mortale. Né mancarono i [62]pregiudizii ad accrescere
l'orrore dell'immenso infortunio. Si accusavano gli ebrei e si accese contro di
quelli un'avversione accanita. Il pontefice dovette emmettere bolle speciali
per indurre i cristiani a rispettar la persona e le robe degli ebrei, ma non
ottenendo appieno, o giungendo tarde le sue istanze, nel Venosino presso la
città d'Avignone molti furono fatti perire; dodici mila si trucidarono pure a
Magonza. Onde gli ebrei venivano in tanta disperazione che taluna volta si
uccidevano da sé bruciandosi nelle proprie case. Un vero disastro fu altresì la
società detta de' Flagellanti, la quale costituitasi in Germania diffondevasi a
molte regioni d'Europa. Dicevasi che i peccati erano la causa della pestilenza
che invadeva e che era uopo far penitenza omai. Venivano innanzi processionalmente
recando stendardi sacri. Pervenuti a vicinanza di una città, dimoravano per
alcuni dì sotto tende [63]all'aperta campagna. Formavano poi un gran
circolo in mezzo al quale si svestivano dalla cintura in su, il primo della
schiera si prostrava a terra tenendo le braccia in forma di croce e tutti gli
altri gli passavano sul corpo e lo toccavano leggermente con uno staffile. Dopo
questo, il primo flagellante si rialzava e cominciava sopra di sé un terribile
governo con uno staffile a nodi e armato di quattro punte di ferro acuto. Il
giro si continuava33 e tutti gli altri si prostravano, si rialzavano e
si percuotevano nel medesimo ordine che avevano fatto col primo. In questo
tempo si
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cantava
l'orazion domenicale e diverse altre preghiere in lingua volgare. Tre della
schiera, che avevano la voce sonora, stavano in mezzo al circolo per dare il
tono agli altri e si flagellavano cantando, finché prostrandosi a terra tutti
emettevano profondi singhiozzi. Risollevandosi dicevano che in virtù dei
patimenti sofferti avevano ricevuta facoltà di [64]rimettere i
peccati, di far miracoli, di scacciare i demoni e potevano impunemente
abbandonarsi a qualsiasi atto di rapina o di dissolutezza. Finché il pontefice
Clemente vi con bolla del 20
ottobre 1349 scomunicolli e impose al potere civile di perseguirli benanco con
pene corporali se non desistevano. In questo modo il chiarissimo autore della Storia
universale della Chiesa espone i disastri della terribile peste che invase
per tutta la terra.
Ed or
quanto a Rocco, scortala la pestilenza nelle regioni di Toscana, non la sfuggì
ma incontrolla e posesi in mezzo a quella con fiducia in Dio, allo scopo
pietosissimo di sollevarne i fratelli languenti.
Orazione
O Signore,
come siete grande nella giustizia e nella misericordia! Per castigo delle
iniquità pessime degli uomini, voi cercate <di punire34> con un
fascicolo [65]di flagelli alla mano e voi scagliate or questa or
quella delle punizioni vostre. Ma il castigo lo mandate con intendimento
pietoso che noi abbiamo a guardare alla destra che ci percuote e che ci
spaventiamo35 come un figlio indocile che si arrende quando il padre
gli ha fatto intendere le battiture. Ed era proprio necessario che a cuori
cotanto indurati voi aveste a disporre punizioni così vive e così generali. Noi
guardiamo alle iniquità nostre e tremiamo di spavento, guardiamo alle iniquità
del mondo e paventiamo oggidì stesso per altro flagello di peste per tutta la
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terra. Che
fia di noi se non vi movete a pietà, o Signore? San Rocco, guardateci voi
stesso pietoso e ditelo a Dio che ci converta e ci salvi.
Tre Pater,
Ave, Gloria.
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