- 1414 -
XXIV.
Roma, gennaio 1914
Ai buoni Servi della Carità57.
Nello incominciare il nuovo anno 1914, il
sacerdote Luigi - 1415 -
Guanella dirige la lettera58 che S. Vincenzo
de' Paoli indirizzava ai suoi religiosi sul levarsi tutti alla medesima ora.
Si trova che detta lettera il venerabile servo
di Dio Giovanni Bosco raccomandava pure ai Salesiani suoi.
Chi scrive poi, non conoscendo voti migliori
di pace e di benedizione da offrire a' suoi cari, presenta le parole di S.
Vincenzo, che sono del tenore seguente.
(Segue
il testo della lettera).
SVEGLIARINO
Nel decorso anno, addì 15 agosto, la Sacra
Congregazione dei Religiosi ebbe la bontà di concedere il decretum laudis invocato ai Servi della Carità, come è noto.
Di questo favore dobbiamo tutti renderne vive
azioni di grazie a Dio, sensi di alto ossequio a sua santità Pio papa X che ci
colmò di continui benefici.
E dobbiamo moltiplicare le forze nostre al ben
fare, ricordando che la approvazione del Vicario di Gesù Cristo in terra ci è
caparra della benedizione del Signore in cielo.
Per debito di gratitudine a tanto beneficio
celebriamo tutti una santa Messa; i laici la ascoltino recitando la terza parte
del rosario.
Tutti poi scegliamo la festa di S. Giuseppe
per celebrarla con speciale solennità, previo un triduo di esposizione del
Santissimo Sacramento in ogni chiesa o cappella dei nostri istituti.
Il tenore del sullodato decreto riproduco qui.
(Segue
il testo del decreto Humanis miseriis sublevandis del 15 agosto 1912) .
In rendimento di grazie a Dio pel sullodato decreto ed
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allo augusto Pontefice nostro, raccomando pure la diffusione della
arciconfraternita in favore dei moribondi59, detta di S. Giuseppe,
affinché il glorioso patrono assista noi ed i nostri ed i fedeli tutti
dell'orbe cattolico nel gran passaggio da questa vita caduca alla eterna del
cielo.
Essendo vivo desiderio del Santo Padre che si
diffonda ovunque la Pia Unione del Transito di S. Giuseppe pro agonizzanti ed
avendo noi dedicato al gran patrono dei moribondi il nuovo tempio in Roma a questo
santo scopo, facciamo vivissima raccomandazione a tutti i Servi della Carità
sacerdoti e laici e a tutte le suore di santa Maria della Provvidenza ad
ascrivere a questa importante crociata, a questa utilissima società di
previdenza, quante persone potranno.
Se è
grande carità soccorrere i poveri, suffragare i defunti, quanto più grande sarà
aiutare i moribondi in pericolo di perdere la vita eterna e privi di ogni umano
soccorso nel momento decisivo della morte.
Si è disposto che l'utile periodico Voce amica60, che si pubblica a
S. Giuseppe in Roma, venga regolarmente spedito a tutte le nostre case
d'Italia, Svizzera ed America.
Sarà gradita in ogni anno una offerta alla Pia
Unione del Transito, eretta dalla Sacra Congregazione del Concilio in primaria
per tutte le nazioni cristiane, ed anche per concorrere alla erezione in marmo
dell'altare provvisorio del santo nel tempio monumentale di Roma.
Si è pur disposto che alle consuete orazioni
del mattino e della sera nei nostri istituti si aggiunga la giaculatoria
indulgenziata: «O S. Giuseppe, vero sposo di Maria vergine e padre putativo di
Gesù Cristo, pregate per noi e per gli agonizzanti di questo giorno (o di
questa notte)».
Post
scriptum. Le suore di santa Maria della
Provvidenza sono anch'esse interessate in molta parte di questa circolare e
però talune copie della stessa s'inviano pure a ciascuna delle loro case e
fondazioni.
Si fa noto alle varie case che conservino nel
loro archivio le date dei privilegi dello altare, delle indulgenze del Perdono
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d'Assisi, di altre indulgenze temporanee, perché, per caso essendo
scaduto il tempo utile, vengano salutarmente rinnovate.
Sia lodato Gesù Cristo!.
Sacerdote Luigi Guanella.
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