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Italo Svevo
Commedie

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  • IL LADRO IN CASA (Scene della vita borghese).
    • ATTO PRIMO.
      • Scena settima. Fortunata e detti.
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Scena settima. Fortunata e detti.

 

ELENA.  Buon giorno, signora.

FORTUNATASignora, perdoni la libertà, ma non permetto che altri tocchino i miei figliuoli

ELENA.  Ne parlavo appunto al signor Carlo.

FORTUNATA.  Se io voglio castigarlo son padrona; lei sa che non ha questo diritto e non so come spiegarmi il fatto che lo abbia dimenticato

ELENA.  Le chiedo scusa. Mi sono lasciata trascinare e le chiedo scusa. Se vuole vendicarsi, bastoni me!…

FORTUNATA  (rabbonita). Sa, signora, Ottavio è un ragazzo così debole che fino a un anno fa lo credevamo malaticcio. Ora è un po' rimesso, ma gli usiamo ogni cura. È per questo… (Si stringono la mano.)

CARLO.  Non credevo che finisse tanto presto. (Si sente il campanello. A Fortunata.) Va a chiamare Carla!

ELENAPermetta che vada io! È nella sua stanza, nevvero?

FORTUNATASissignora. Chissà se sono loro! (Elena via. Fortunata e Carlo vanno alla porta.)

 




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