Carlo Goldoni
La fiera di Sinigaglia

ATTO SECONDO

SCENA SECONDA   Prospero e la suddetta.

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SCENA SECONDA

 

Prospero e la suddetta.

 

PROS.

(Oh, che smania ch'io sento!

Vivere non poss'io

Se non riacquisto l'orologio mio). (da sé)

LESB.

(Eccolo qui il volpone.

Per aver l'orologio ei venirà,

Ma mi vo' lusingar ch'ei non l'avrà). (da sé)

PROS.

(Conviene andar bel bello).

LESB.

(Per deluder costui ci vuol cervello).

PROS.

Lesbina, vi saluto.

LESB.

Mio signor, benvenuto.

PROS.

Che ora abbiamo?

LESB.

Non lo so in verità.

PROS.

Non lo sapete,

E al vostro fianco l'orologio avete?

LESB.

Oh, oh! non ci pensavo.

Non me ne ricordavo: ma siccome

La mostra non è mia,

Non l'avevo nemmeno in fantasia.

PROS.

Eh, lo so che stamane

Meco avete scherzato, e son venuto

Da voi a ripigliarlo,

Perché pronto ho l'incontro d'esitarlo.

LESB.

Per quanto lo vendete?

PROS.

Almeno, almeno,

Per ventidue zecchini.

LESB.

A questo prezzo

Anch'io lo comprerò.

PROS.

Ma mi preme il danar.

LESB.

Vi pagherò.

PROS.

Come! se mi diceste

Che siete in povertà?

LESB.

Sempre non si ha da dir la verità.

Se povera mi fingo,

Ho anch'io la mia ragione.

Un giorno poi

Vi narrerò il perché,

Ma l'orologio è mio.

PROS.

(Povero me!)

Credo non vada bene.

Guardate che ora fa.

LESB.

Sedici e mezzo. (guardando la mostra)

PROS.

Va male, va malissimo:

Lo so ch'è imperfettissimo.

Un galantuomo io sono.

Datemi quel, ve ne darò un più buono.

LESB.

Ma perché, se è cattivo,

Vendere lo volete

Da galantuom per ventidue zecchini?

PROS.

Perché... perché colui

Non so chi diavol sia,

E la mia mercanzia vender mi preme.

Ma alla cara Lesbina,

Perché le voglio ben di vero core,

Ne vo' dare un più bello e assai migliore.

LESB.

Ma quando?

PROS.

Presto presto.

LESB.

Finché l'altro portate, io terrò questo.

PROS.

Ma perder non vorrei

L'occasion d'esitarlo. In confidenza,

Siam sul fin della Fiera,

E il danar mi bisogna innanzi sera.

LESB.

Veramente bisogno

Avete di danaro?

PROS.

Oh, se sapeste

Tutti gli affanni miei!

LESB.

Se diceste davver, vi aiuterei.

PROS.

Come?

LESB.

Segretamente:

Già nessuno ci sente. Io mi ritrovo

Da parte del danar che non mi frutta.

Per non tenerlo in ,

Lo darò a voi da mettere in negozio.

PROS.

Ma prendere il danaro

Per pagar l'interesse è uno sproposito.

LESB.

Senza interesse vel darò in deposito.

PROS.

Oh via, per compiacervi,

Dunque lo prenderò.

LESB.

Vado a pigliarlo, e vel consegnerò.

PROS.

Datemi l'orologio.

LESB.

Oh, quest'è bella!

Io mi fido di voi, dandovi in mano

Tutto quello che ho al mondo; e un orologio

A me dunque lasciar non vi fidate?

PROS.

Via, via, il danaro in mano mia portate.

LESB.

Subito, immantinente

Vi porto il mio tesoro.

(Credo consisterà

In trenta paoli, se ci arriverà). (da sé)

 

Se di me voi vi fidate,

Io di voi mi fiderò.

Ma un tesoro ancor maggiore,

La mia fede ed il mio core,

A voi solo serberò.

L'orologio vagheggiando,

E i minuti misurando,

A voi sempre penserò.

E dirò : son fortunata,

Sono stata regalata;

E quel poco che potrò,

Ancor io vi donerò. (parte)

 

 

 


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