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Carlo Goldoni
Il cavaliere giocondo

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  • ATTO PRIMO
    • SCENA SECONDA
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SCENA SECONDA

 

Nardo e detti.

 

NAR.

Signor, donna Marianna a veder m'ha mandato

Come sta: se la notte ha bene riposato.

CAV.

Dite a donna Marianna, che sto ben per servirla,

Che le son servitore, che sarò a riverirla.

Che subito verrei; ma un'ambasciata aspetto.

Portatele il mio nome in segno di rispetto... ( al servitore un biglietto col suo nome.)

FAB.

Perché mandarle il nome, se abita in quella stanza?

CAV.

Voi non sapete niente; questa è l'ultima usanza.

Anzi, aspettate. È poco ch'io le ne mandi un solo.

Questo a donna Marianna, e questo al suo figliuolo,

E quest'altro a don Pedro, ch'è l'aio suo.

FAB.

Ma insieme

Non stanno tutti tre?

CAV.

S'usa così. Non preme.

FAB.

Benissimo; potreste, giacché li avete fatti,

Complimentare i cani, complimentare i gatti.

CAV.

Voi non sapete niente. Rendete l'ambasciata.

Domandate a Madama se vuol la cioccolata...

No, ditele che meco a prenderla l'aspetto.

Andate... (il servitore parte.)

FAB.

Vi voleva perciò un altro biglietto.

CAV.

Non dite mal, vo' farlo. È meglio in verso, o in prosa?

FAB.

Sia verso, o non sia verso, sarà la stessa cosa.

CAV.

Scriverò con que' sali che soglionsi vedere

Scrivere sui ventagli e sulle tabacchiere.

Madame, si vous plait...

 

 

 




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