Carlo Goldoni
La buona moglie

ATTO SECONDO

SCENA QUATTORDICESIMA

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SCENA QUATTORDICESIMA

 

Brighella con una bottiglia ed un bicchiere da licori sopra un tondo, e un pane; e detti.

 

BRIGH. L’è servida, patrona. La so gran botiglia e el so gran paneto. (con sprezzatura a Catte, ponendo sul tavolino ogni cosa)

CAT. Grazie, vecchio, grazie. (Gran invidiosi che xe sti servitori). (da sé)

OTT. Va via, non occorr’altro. (a Brighella)

BRIGH. (Nol pol aver Pasquin, el se taca a Marforio). (da sé, e si ritira)

OTT. Sentite quel vin di Cipro che è prezioso.

CAT. Me faralo ben al stomego? (empie il bicchiere)

OTT. Anzi benissimo.

CAT. Farò soppa con un poco de pan.

OTT. Quel che volete, siete voi la padrona.

CAT. Quanto me darala per el zendà?

OTT. V’ho detto che vi darò...

BRIGH. Lustrissimo, l’è qua la padrona. (si ritira)

OTT. Poter del mondo! Nascondetevi, per amor del cielo. Se vi trova qui, poveretta voi.

CAT. Dove m’ogio da sconder?

OTT. In quel camerino. Non v’è pericolo ch’ella vi vada.

CAT. La me daga...

OTT. Presto, nascondetevi.

CAT. I ducati per el zendà...

OTT. Andate, che vi venga la rabbia.

CAT. E sto vin...

OTT. Il diavolo che vi porti.

CAT. Oh povereta mi! (va nella camera)

OTT. Presto, presto, (mette i denari nella borsa) che la signora marchesa non li veda.

 

 

 


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