Carlo Goldoni
Buovo d'Antona

ATTO SECONDO

SCENA SETTIMA Buovo e Striglia travestiti, e dette

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SCENA SETTIMA

Buovo e Striglia travestiti, e dette.

 

BUO.

Compagno, venite,

E al regno di Dite

Sian chiuse le porte.

Trionfi di morte

La vostra virtù.

 

STR.

Il vecchio Caronte

Increspa la fronte,

Perdendo le prede;

E Cloto si vede

Dolente ancor più.

 

a due

E voi, donne belle,

Congiunte, o zitelle,

Se mal vi sentite,

Sarete guarite.

Venite pur su.

 

 

DRUS.

Ma che maniera è questa,

Di venire scherzando?

 

MEN.

Oh che volete?

Che faccian come tanti,

Che gravi gravi, pettoruti e strani,

Fanno ammalar per la tristizia i sani?

 

CECC.

Sempre ho sentito dire,

Cara signora mia,

Che dee star l'ammalato in allegria.

 

DRUS.

Date lor da sedere.

 

MEN.

Favorisca. (a Buovo)

 

CECC.

Si accomodi. (a Striglia)

 

MEN.

Ecco qui l'ammalata.

 

CECC.

Dalla loro virtù sia risanata.

 

BUO.

In primis et ante omnia,

Dite: quanti anni avete? (a Drusiana)

 

DRUS.

Gli anni miei

Cosa han che far col male?

 

BUO.

Anzi moltissimo.

In ogni età prevale

Più l'un che l'altro male.

Prevale nell'infanzia

La massa verminosa,

Prevale in gioventù qualche altra cosa.

 

MEN.

} a due

Bravo, bravo, bravissimo. (con cerimonie)

CECC.

BUO.

Che dite voi, collega eruditissimo? (alzandosi)

 

STR.

Dico ch'è necessario (fa lo stesso)

Prima gli anni saper. Ma dalle donne,

Parlando dell'età,

Non sperate saper la verità.

 

DRUS.

Signor, questo si chiama

Un favellare audace.

 

STR.

Io non so per costume esser mendace.

 

BUO.

Un'età effervescente

Si scalda facilmente.

Converrà moderare

Gli acidi dell'umore atrabiliare.

 

MEN.

} a due

Bravo, bravo, bravissimo.

CECC.

BUO.

Rispondete, collega eloquentissimo. (come sopra)

 

STR.

Dico, con permissione, (come sopra)

Che il male è nel polmone.

 

BUO.

Perdonate, signore, (come sopra)

Il suo male è nel core.

 

STR.

Nego.

 

BUO.

Probo.

 

STR.

Vedrem, se così è.

 

BUO.

Favoritemi il polso. (tasta il polso a Drusiana)

 

STR.

Il polso a me. (prende a sentire l'altro polso)

 

BUO.

Dal polso intermittente

Sento ch'ella è agitata.

 

STR.

Questa donna, signore, è innamorata. (seguitando a sentire il polso)

 

BUO.

E dai colpi ineguali

Si conosce che il cuore

Cambiato ha il primo in un novello amore.

 

STR.

È ver, ma la passione

Ha infiammato il polmone, e se non supera

La ragion che contrasta,

La virtù nostra ad operar non basta.

 

DRUS.

(Ah, la loro virtù chiara discerno:

Han conosciuto il mal fin nell'interno). (da sé)

 

BUO.

Se risanar bramate,

Presto il ver confessate.

 

DRUS.

Son nelle vostre mani:

Tutto vi svelerò.

 

MEN.

(Quel che bramo sapere, anch'io saprò). (da sé)

 

STR.

Siete amante?

 

DRUS.

Lo sono.

 

STR.

Avete in petto

Qualche novello affetto?

 

DRUS.

È ver, non lo nascondo.

 

BUO.

Qual vorreste dei due?

 

DRUS.

Bramo il secondo.

 

BUO.

(Ho capito). (da sé)

 

STR.

Del primo

Siete forse annoiata?

 

DRUS.

Son giovane onorata:

Fino al giorno prefisso ancor l'attendo.

 

BUO.

E s'ei non torna più?

 

DRUS.

Quell'altro io prendo.

 

STR.

Lo farete voi presto?

 

DRUS.

Anzi prestissimo.

 

STR.

Che dite voi, collega sapientissimo? (a Buovo)

 

BUO.

Collega, ho inteso tutto.

L'Agnostico formando

Di tale infermità,

Tutto il male provien da infedeltà.

E se formare io deggio

Il Prognostico vero,

Dirò coll'aforismo

D'Ippocrate lodato:

«Tardi la medicina ha ricercato».

E temo che il rossore,

Moltiplicando il male,

Faccia una Antiparistasi mortale.

 

Quando il mal provien d'amore,

Coll'amor si può sanar;

Ma l'infido ingrato core

Sanità non può sperar.

Ad un cor perfido

Vi vuol un recipe

Con dell'arsenico,

Con dell'aconito,

Colle cantaridi

Che fan crepar.

E se non basta,

Se questo è poco,

Il ferro e il fuoco

Si può adoprar.

D'una ricetta

bella e vaga

Non voglio paga,

E non pretendo

Di farvi insulto;

Anche il consulto

Vi vuò donar.

Signor collega,

Possiamo andar. (parte con Striglia)

 

 

 

 


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