Carlo Goldoni
Il burbero benefico

ATTO TERZO

Scena Quinta. Geronte solo

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

Scena Quinta. Geronte solo

 

Sì, ella è così. Dorval ha penetrato in qual abisso terribile quel disgraziato è caduto; sì, egli l'ha saputo prima di me; ed io, se non me l'avesse detto Piccardo, ne sarei ancora all'oscuro. È così... è così senz altro; Dorval teme la parentela d'un uomo perduto; egli è colà: forse l'esamina per assicurarsene maggiormente. Ma perché non dirmelo? L'avrei persuaso, l'avrei convinto... Perché non me n'ha parlato?... Dirà forse che la mia furia non glie n'ha dato il tempo?... No certamente. Bastava che avesse aspettato; che non fosse partito... la mia collera si sarebbe calmata ed egli avrebbe potuto parlarmi. Nipote indegno! traditore! perfido! tu hai sacrificato i tuoi beni, il tuo onore; io t'amai, scellerato! sì, t'amai anche troppo, ma ti cancellerò totalmente dal mio cuore, e dalla mia memoria... Vattene di qua,va a perire altrove... Ma dove andrà egli? Non me n'importa. non ci penso più. Sua sorella sola m'interessa, ella sola merita la mia tenerezza, i miei benefizj... Dorval è mio amico. Dorval la sposerà; io le darò la dote, le donerò tutte le mie facoltà. Lascerò penare il reo, ma non abbandonerò mai l'innocente.

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License