Carlo Goldoni
Il burbero benefico

ATTO TERZO

Scena Nona. Valerio, Dorval, Angelica, e detti

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Scena Nona. Valerio, Dorval, Angelica, e detti

 

Geronte: (vedendo Valerio e Dorval) Che c'è?... Che vuole qui quell'altro?

Martuccia: Signore, sono il pretendente, ed il testimonio.

Geronte: (ad Angelica) Avvicinatevi.

Angelica: (s'accosta tremando, e parla con Madama) Ah! Cognata, quanto vi debbo chieder perdono!

Martuccia: (a Madama) Ed io pure. Madama.

Geronte: (a Dorval) Venite qui, signor pretendente. Che c'è! siete ancora adirato? Non volete venire?

Dorval: Parlate con me?

Geronte: Sì con voi.

Dorval: Perdonatemi; io sono soltanto il testimonio.

Geronte: Il testimonio!

Dorval: Sì. Vi spiego l'arcano... Se voi m'aveste lasciato parlare..

Geronte: Arcano!... (ad Angelica) Vi sono degli arcani?

Dorval: Uditemi, amico. (serio e risoluto) Voi conoscete Valerio; egli ha saputi i disastri di questa famiglia; è venuto ad offrire le sue facoltà al signor Dalancour, e la sua mano ad Angelica. Egli l'ama, è pronto a sposarla senza dote, e ad assicurarle una contraddote di dodici mila lire di rendita. M'è noto il vostro carattere, e so che a voi piacciono le belle azioni; l'ho perciò trattenuto, e mi sono incaricato di presentarvelo.

Geronte: Tu non avevi alcuna inclinazione, eh? Mi hai ingannato. (in collera assai: e ad Angelica) Ebbene, non voglio che tu lo prenda; questa è una soperchieria d'ambe le parti; io non la soffrirò giammai.

Angelica: (piangendo) Mio caro zio...

Valerio: (appassionato e supplichevole) Signore...

Dalancour: Voi siete sì buono ....

Madama: Voi siete sì generoso ...

Martuccia: Mio caro padrone...

Geronte: (Maledetto il mio naturale!) (da sé, e commosso) (Non posso durar in collera quanto ne ho voglia. Io mi schiaffeggerei volentieri) (tutti insieme ripetono le loro preghiere, e lo circondano, e lo stordiscono) Tacete, lasciatemi... che il diavolo vi porti... ch'egli la sposi.

Martuccia: (forte) Che la sposi senza dote?

Geronte: Come senza dote?... Io mariterò mia nipote senza dote? Non sarà forse in istato formarle la dote? Conosco Valerio; l'azione generosa, che venne a proporci, merita una ricompensa. Sì, egli avrà la dote, e le cento mila lire che ho promesso ad Angelica.

Valerio: Quante grazie!

Angelica: Quanta bontà!

Madama: Qual cuore!

Dalancour: Qual esempio!

Martuccia: Viva il mio padrone!

Dorval: Viva il mio buon amico! (tutti lo circondano, lo colmano di carezze, e ripetono le sue lodi)

Geronte: (cerca liberarsi da loro, e grida forte) Zitto, Zitto, zitto! (chiama) Piccardo?

 


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