Carlo Goldoni
Il cavaliere giocondo

ATTO QUARTO

SCENA DECIMA

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SCENA DECIMA

 

Madama di Bignè, il Conte e detti.

 

MAD.

Bravo, don Alessandro, a favorir non viene,

Per poco si licenzia, non torna, e si trattiene.

Dove imparata avete una sì bella usanza?

ALES.

Compatite, Madama...

MAD.

Non avete creanza.

LIS.

(Come soffrite mai un favellaraltero?) (piano a don Alessandro.)

ALES.

(Stanco son di soffrirla. Liberarmene spero). (piano a Lisaura.)

MAD.

Ora, signor, capisco dove il suo genio inclina.

Caro don Alessandro! trovò la pellegrina.

LIS.

(Or ora, se mi stuzzica...)

ALES.

Tornava ora da voi...

Permettete, Madama...

MAD.

Ci parlerem di poi.

Che vi par, miei signori, di questa bella scena?

Il Cavalier Giocondo ci fa penar la cena.

CON.

Lo stomaco più forte dee andare in languidezza.

PED.

Quest'è, per dir il vero, un po' d'indiscretezza.

 

 

 


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