Carlo Goldoni
Il cavaliere giocondo

ATTO QUINTO

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ATTO QUINTO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

La Montagnuola di Bologna con vari sedili erbosi.

In fondo una tavola con acque fresche ecc. con suoi lumi.

Notte con luna.

 

Odesi una sinfonia di stromenti da fiato in fondo della Montagnuola

 

Donna Marianna ed il Marchese.

 

MAR.

Stanca son io, Marchese, di camminar non poco.

MARC.

Possiam seder, signora; comodissimo è il loco.

MAR.

Dove?

MARC.

Mirate intorno quanti sedili erbosi.

Godonsi all'aere fresca lietissimi riposi.

Quest'è la Montagnuola, pochissimo eminente,

Dove spirar più fresca l'aria però si sente.

Questo la notte è il loco dei dolci suoni e canti.

Questo, donna Marianna, è il sito degli amanti.

MAR.

Non è con noi don Pedro?

MARC.

Perduto per la via

S'avrà, girando intorno cogli altri in compagnia.

Avete voi bisogno d'essere custodita?

Non bastavi che siate da un galantuom servita?

MAR.

È ver, ma temer soglio le lingue malandrine.

MARC.

Di voi che dir potrebbono? Siete vedova alfine.

MAR.

La vedova, Marchese, è peggio criticata.

Per me felice stato par quel di maritata.

Chi sa? Non ho alcun merto, ma se vorrà il destino...

MARC.

Ditemi, che pensate del vostro Rinaldino?

MAR.

Penso, benché con pena, penso lasciarlo qua,

Finché cresciuto sia nel senno e nell'età.

MARC.

Meglio è partir domani.

MAR.

Senza vederlo?

MARC.

No.

Lo vederete prima, io vi accompagnerò.

Non è lontano il giorno. Andremo a ritrovarlo.

Vi consiglio vederlo, consigliovi abbracciarlo;

Ma pronta col calesse, pronta al partir disposta.

Si scemerà la pena col correre la posta.

MAR.

E dovrò con don Pedro partir dolente e sola?

MARC.

Basta, perch'io vi segua, una vostra parola.

MAR.

Ah, Marchese, quell'M, ah quell'F e quell'S...

MARC.

Dirò, donna Marianna, se accordar si potesse...

MAR.

Vien gente.

MARC.

Ritiriamoci e favelliam fra noi.

MAR.

Tutto vorrò mai sempre quel che vorrete voi. (vanno a sedere in luogo discosto.)

 

 

 


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