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Carlo Goldoni
Il cavaliere e la dama

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  • ATTO SECONDO
    • Scena Nona. Don Flaminio e poi Anselmo
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Scena Nona. Don Flaminio e poi Anselmo

 

Don Flaminio - Sì, cercherò il fortunato momento in cui presentare mi possa a donna Eleonora.

Anselmo - (Ecco qui quella buona pezza del signor don Flaminio). (da sé)

Don Flaminio - Oh signor Anselmo, di voi appunto andavo in traccia.

Anselmo - Ed io andavo in traccia di lei.

Don Flaminio - Avrei bisogno di una partita di cere.

Anselmo - Ed io avrei necessità che mi saldasse il conto vecchio.

Don Flaminio - Alla raccolta lo salderemo.

Anselmo - Sono oramai tre anni che V. S. mi va dicendo così; sono passate tre raccolte, e per me la gragnuola le ha sempre portate via.

Don Flaminio - Fate una cosa, andate dal mio fattore e fatevi assegnare tanto grano.

Anselmo - Benissimo, vado a ritrovarlo, che mi pare sia ora.

Don Flaminio - Ma... aspettate; il grano di quest'anno è disposto, fatevelo assegnare per l'anno venturo.

Anselmo - Vuole ch'io gliela dica? Vedo che V. S. mi corbella; ho bisogno del mio, e sarà mio pensiere farmi pagare.

Don Flaminio - Come! mi mandereste voi una citazione?

Anselmo -signore.

Don Flaminio - Credo che non avrete tanto ardire.

Anselmo - Oh, lo vedrà.

 

 




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