Carlo Goldoni
Il conte Caramella

ATTO TERZO

SCENA SECONDA   Il conte Caramella e detti

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SCENA SECONDA

 

Il conte Caramella e detti.

 

CAR.

Son pronto; eccomi qua.

Di larve non pavento.

Io m’impegno balzar da questo mondo

L’audace spirto al baratro profondo.

MAR.

Ah, ah, rider mi fai.

CAR.

Voi ne ridete?

Il poter mio vedrete.

MAR.

Ah, ah, che caro pazzo!

CAR.

Fate or di me strapazzo, ma fra poco

Io pur saprò di voi prendermi gioco.

MAR.

Olà, così si parla? Io non ti rompo,

Temerario, le braccia,

Perché qui sei della Contessa in faccia.

Ma se ardirai cotanto,

Ignorante, impostore,

Proverai tu il mio sdegno e il mio furore.

 

Cessa di provocarmi,

Trema dell’ira mia,

Va colla tua follia

Gli stolti ad ingannar.

È vana l’impostura;

Qui niun ti presta fede;

All’arte tua non crede,

Non crede al tuo parlar. (parte)

 

 

 


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