Carlo Goldoni
Il cavaliere e la dama

ATTO PRIMO

Scena Sesta. Donna Eleonora e Colombina

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Scena Sesta. Donna Eleonora e Colombina

 

Donna Eleonora - Che hai che piangi?

Colombina - Piango dalla fame, dalla rabbia, dalla disperazione.

Donna Eleonora - Prendi questo spillone, procura impegnarlo, e provvedi l'occorrente per oggi.

Colombina - Ora mi fate piangere per un'altra ragione.

Donna Eleonora - Perché?

Colombina - Per vedervi tanto buona, che con tutta la gran necessità che avete, vi contentate patire e privarvi di tutti i vostri adornamenti, piuttosto che dimandare soccorso.

Donna Eleonora - Eh cara Colombina, la vita si può sostenere con poco. Gli adornamenti non sono necessari, ma l'onore merita le più zelanti attenzioni, e chi è nato nobile, ha maggior obbligo di custodirlo.

Colombina - Don Rodrigo non ha verso di voi veruna cattiva intenzione.

Donna Eleonora - Il cuor degli uomini non si conosce. Se non ha cattiva intenzione, può averla un giorno. Perdendo io di stima verso di lui, può egli arrogarsi dell'autorità sopra di me. No, no, morir piuttosto, ma sostenere il decoro.

Colombina - Brava, bravissima! Intanto anderò a impegnare lo spillone. Tireremo avanti fino che si potrà, e poi spero che vi accomoderete al costume. Eh signora mia, ne troverete poche che pensino come voi. Sapete che cosa dice il poeta? Che la necessità gran cose insegna. (parte)

Donna Eleonora - La necessità non m'insegnerà mai a scordarmi del mio dovere. Il povero mio consorte, che ha tutto perduto, non ha che una moglie onorata, che vaglia a sostenere il decoro della desolata famiglia. Lo sosterrò a costo della mia vita, e se vedrò che la presenza di don Rodrigo possa mettere in maggior pericolo la mia virtù, priverommi ancora di quest'unica conversazione, volendo io tutto sagrificare al dovere di sposa fedele, di donna onesta, e di dama povera, ma onorata. (parte)

 

 


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