Carlo Goldoni
La dama prudente

ATTO TERZO

SCENA QUINDICESIMA

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SCENA QUINDICESIMA

 

Donna Rodegonda ed i suddetti, poi cameriere.

 

RODEG. Donna Eularia, avete voi terminato?

EUL. Sì, ho quasi finito.

RODEG. Presto, andiamo, che mio marito ritorna.

EUL. Che notizie abbiamo circa gli ordini del governatore?

RODEG. So aver egli detto, che trattandosi di un semplice incontro, se i cavalieri sono pacificati, si rimettano in libertà.

EUL. Ecco: questi due cavalieri abbracciati si sono in questo momento.

CON. In grazia di donna Eularia, godremo più presto la libertà.

MAR. Donna Eularia avrà il merito di averci pacificati.

RODEG. Andiamo, che donna Emilia sospira il piacer di vedervi, ed è contentissima d’avervi seco.

EUL. Cavalieri, fra poco uscirete d’arresto, ed io fra poco uscirò da questa città.

RODEG. Ehi, signori arrestati, con questa compagnia credo vi contentereste di stare in arresto anche un poco. (parte con donna Eularia)

MAR. Donna Eularia è una dama che non ha pari.

CAM. Signori, favoriscano venir con me dal signor giudice. (parte)

MAR. Andiamo, e consoliamoci che donna Eularia ci fa andare uniti, senza livore. (parte)

CON. Apprenderò con più serietà quanto sia pericoloso l’impegnar il cuore per una dama. (parte)

 

 

 


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