Carlo Goldoni
De gustibus non est disputandum

ATTO SECONDO

SCENA DODICESIMA   Don Ramerino, Rosalba, un Medico, un Chirurgo e detti

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SCENA DODICESIMA

 

Don Ramerino, Rosalba, un Medico, un Chirurgo e detti.

 

CAV.

Chi son costoro?

 

RAM.

(A lei, signor dottore;

Visiti l'ammalato, per favore). (piano al Medico)

 

ROS.

(Signor chirurgo, in fretta

Prepari il moccolino e la lancetta). (piano al Chirurgo)

 

ART.

(Questa scena per mille io non darei). (da sé)

(Il Medico e il Cerusico s'accostano al Cavaliere)

 

CAV.

Che vogliono da me, signori miei? (Il Medico gli vuol tastare il polso)

Il polso? Andate via, non son malato.

(Il Cerusico colla lancetta accenna dovergli cavar sangue)

Sangue? Signor cerusico sguaiato,

Signor dottor, che impertinenza è questa?

Vi do or or qualche cosa in su la testa.

 

ART.

È pazzo il poverino.

 

CAV.

Dite, don Ramerino,

Dite, Rosalba mia,

Quella non è Artimisia?

 

ART.

Oh che pazzia!

Non mi conosce più.

 

CAV.

Sì, vi conosco;

Sì, vi conosco, ingrata,

Barbara, dispietata.

 

ART.

Presto, presto,

Signor dottor, signor chirurgo, presto,

Cavate al poverello

Quattro libbre di sangue dal cervello.

(Il Medico ed il Chirurgo si vanno accostando per fermarlo, e così gli altri ancora, mentre egli dice l'aria seguente)

 

 

CAV.

Non v'accostate, non mi toccate:

Se non son pazzo, lo diverrò.

Bella tiranna, (ad Artimisia)

Perché crudele

Con chi fedele

V'ama di cor?

Non mi toccate, (al Medico e al Cerusico)

Non v'accostate,

Non provocate

Il mio furor.

Voi alla bella (a don Ramerino e a Rosalba)

Mia vedovella

Per me chiedete

Pietade e amor.

Non v'accostate, non mi toccate,

Che, se son pazzo, v'accopperò. (parte)

 

ART.

} a tre

V'è nessun ch'abbia il segreto

Di guarire un pazzarello,

Che ha perduto il suo cervello?

Tutti dicon signor no. (partono tutti)

RAM.

ROS.

 

 

 


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