Carlo Goldoni
Lo scozzese

ATTO PRIMO

SCENA SESTA   Pasquale e detti.

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SCENA SESTA

 

Pasquale e detti.

 

PASQ. Sono qui a' suoi comandi.

PROP. Avete fatta la spesa che vi ho ordinato?

PASQ. Perdoni, quale spesa intende di dire?

PROP. Sciocco! stolido! smemorato! non v'ho io commesso di comperare della cioccolata?

PASQ. Signor, mezza libbra.

PROP. E non l'avete presa?

PASQ. L'ho presa.

PROP. E quanto l'avete pagata?

PASQ. A ragione di quattro paoli la libbra.

PROP. Quattro paoli la libbra? Siete pazzo? Siete ubriaco? Quattro paoli la libbra la cioccolata? Voi non tendete che a rovinarmi. Non sapete spendere. Vi caccerò via.

PASQ. Non si scaldi, che ci vado subito.

PROP. Dove?

PASQ. A liberarla dal mio cattivo servizio.

PROP. Avete da aspettare il mio comodo, e non il vostro. Vi licenzierò quando vorrò io. Avete da servirmi fin che mi pare, e i miei danari imparate a spenderli meglio.

PASQ. Ma in questa maniera, signore...

PROP. È buona la cioccolata che avete preso?

PASQ. È perfettissina. Ne ho comprato varie libbre per la signora ed è rimasta contenta.

PROP. La mia tenetela separata. La signora donna Giulia la cioccolata a tutti quelli che vengono, e se manca la sua, non voglio che s'abbia a prevaler della mia.

PASQ. Non dubiti; non c'è questo pericolo.

PROP. È buona questa cioccolata?

PASQ. Vuol provarla?

PROP. Sì, sbattetene una mezz'oncia. La beveremo insieme col segretario.

FABR. Obbligatissimo alle di lei grazie. Non bevo mai cioccolata.

PROP. Fate bene. La cioccolata riscalda.

PASQ. Ma se la facciamo sì lunga, non potrà sentire il sapore.

PROP. Fatela ristretta. Io la bevo in una chicchera da caffè. Sono dell'opinione del segretario; non voglio che mi riscaldi.

PASQ. Sarà servita.

PROP. Andate.

PASQ. Se mi permette, avrei da dirle una cosa.

PROP. Andate via, vi dico. Ho da scrivere una lettera di premura.

PASQ. Come comanda. (va per partire)

PROP. Che cosa abbiamo scritto? (a Fabrizio)

FABR. Non mancherò di procurarle...

PROP. Ehi. (a Pasquale)

PASQ. Signore.

PROP. Che cosa volevate dirmi?

PASQ. Il sarto ha portato una polizza.

PROP. Una polizza? Per me una polizza? Il sarto ha portato per me una polizza? Sono cinqu'anni che non ispendo un baiocco in vestiti, e il sarto mi porta una ? (alterato, e si alza)

PASQ. Perdoni. È il sarto da donna, per fatture per la signora.

PROP. Che c'entro io colla signora? Chi ha ordinato, paghi; chi ha comandato, soddisfi; chi è bestia, suo danno. Io le do dieci scudi il mese. Altri cinque ne ha per un legato del padre. Ha più di me, sta meglio di me, e vorrebbe che io supplissi ai di lei capricci, alle di lei vanità? Date qui quella polizza. Sette scudi? Sette scudi in fattura? Io con sette scudi mi faccio un abito, e pretenderebbe che io li pagassi? Dov'è la signora? Donna Giulia dov'è? Vo' che mi senta; vo' che m'intenda; vo' che le passi la voglia di mandare i sarti da me. (in atto di partire)

FABR. La lettera...

PROP. Aspettatemi. (a Fabrizio)

ORAZ. Signore... (a don Properzio)

PROP. Non mi seccate. (ad Orazio)

PASQ. La cioccolata... (a don Properzio)

PROP. Il diavolo che vi porti. (parte)

PASQ. (Non ci starei, se mi pagasse il doppio). (parte)

FABR. (Sarei ben stolido, se l'aspettassi). (partendo)

ORAZ. Signore... (a Fabrizio)

FABR. Che cosa volete?

ORAZ. Mi raccomando a lei.

FABR. Non so che farle; per obbedirla. (parte)

ORAZ. Maledettissimo, per estirparla. (parte)

 

 

 


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