Carlo Goldoni
La donna sola

ATTO TERZO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

Don Claudio e Filippino, poi don Agabito.

 

CLA.

Costui non ha creanza alcuna.

FI.

Eppur questi son quelli che hanno maggior fortuna.

CLA.

A lungo andar si vedono delusi e discacciati.

FI.

Ma intanto si approfittano.

AGA.

Ci sono i convitati?

FI.

Sì, signor, quasi tutti. Manca don Isidoro.

AGA.

Per uno non si aspetta. Bisogno ho di ristoro.

FI.

La spada ed il cappello vuol favorir?

AGA.

Prendete. (gli la spada ed il cappello)

Schiavo, amico, sediamo. (a don Claudio)

CLA.

Sto ben.

AGA.

Come volete. (siede)

CLA.

Voi pur degli invitati?

AGA.

Ma questa è una gran cosa.

Pare la mia venuta a ognun maravigliosa.

Io chi sono?

CLA.

Siet'uno, che pare che non sia

Portato estremamente al spasso e all'allegria.

AGA.

Io non son qui venuto per cantar, per ballare;

Sia in compagnia, o sia solo, egli è tutto un mangiare.

 

 

 


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