Carlo Goldoni
Le donne vendicate

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA   Sala con tavola apparecchiata e lumi.   Casimiro, Roccaforte, Volpino e Flaminio con quattro Donne, mangiando e bevendo

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ATTO PRIMO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Sala con tavola apparecchiata e lumi.

 

Casimiro, Roccaforte, Volpino e Flaminio con quattro Donne, mangiando e bevendo.

 

TUTTI

Viva, viva l'allegria,

E la nostra compagnia;

E mangiando non s'invecchia;

E beviamone una secchia;

Quand'è buono, non fa male

Né la pinta, né il boccale.

Dunque beviamo,

Dunque cantiamo:

Viva chi mangia e chi beve giocondo;

Il più bel mondo - di questo non v'è.

 

VOLP.

Oh brave ragazzine,

Spiritose, brillanti e modestine!

CAS.

Il vostro genitore

Farà delle faccende in osteria,

Stando voi qualche volta in compagnia.

FLAM.

Non mi ricordo mai

Esser statoallegro.

ROCC.

Giuro a Bacco,

Io son così giocondo

Ch'oggi mi batterei con tutto il mondo.

VOLP.

Dunque volete andare? (alle Donne)

Ci volete lasciare?

Prima con noi cantate;

Beviamo un'altra volta, e poscia andate.

 

TUTTI

Viva, viva l'allegria,

E la nostra compagnia!

Che si godano i denari,

E che crepino gli avari.

Nostro è sol quel che si gode

Senza vizi e senza frode.

Dunque beviamo,

Dunque cantiamo.

Viva chi mangia e chi beve giocondo;

Il più bel mondo - di questo non v'è. (le Donne partono)

 

VOLP.

Con queste giovinotte

Siam stati bene assai.

CAS.

Un piacere più bel non ebbi mai.

FLAM.

Io per le belle donne

Tutto, tutto darei;

Anche dal petto il cor mi leverei.

ROCC.

Ed io che per natura

Son furioso, terribile e feroce,

Quando sono vicino a una bellezza,

Tutta cangio in amor la mia fierezza.

CAS.

Tal io per una donna

Che d'amor mi prometta onesto frutto,

Spendo, servo, sospiro e faccio tutto.

VOLP.

Oh pazzi quanti siete!

Per le donne cavarsi il cor dal petto? (a Flaminio)

E voi per un visetto

Scordarvi la bravura? (a Roccaforte)

Per le femmine far trista figura? (a Casimiro)

Oh pazzi quanti siete!

Imparate da me. Faccio all'amore

Almen con quattro o sei,

E non piango, e non getto i soldi miei.

Una certa canzone a tal proposito

A Milano ho imparata,

In certa Mascherata,

Da Menichin che non avea denaro,

Ma però galantuom, mio amico caro.

 

Donne belle che pigliate,

Io giammai vi crederò.

Via piangete, via pregate,

Io di voi mi riderò.

Io vi voglio tanto bene.

! non vi credo.

Per voi, caro, vivo in pene.

Maledette! vi conosco.

Ahi che moro, mio tesoro!

Quanto affetto, mio diletto!

Galeotte, disgraziate,

Non mi state a corbellar. (parte)

 

 

 


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