Carlo Goldoni
La figlia obbediente

ATTO PRIMO

SCENA DICIOTTESIMA

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SCENA DICIOTTESIMA

 

Il cameriere di Ottavio colla vesta da camera e la berretta; e detti.

 

OTT. (S’alza, e si cava la parrucca)

OLIV. (Oibò). (s’alza)

BRIGH. (Poco rispetto a mia fia). (da sé)

OTT. (Si vuol cavar l’abito)

OLIV. Con sua licenza.

OTT. Andate via?

OLIV. Se mi permette. Ho un affar di premura.

OTT. Venite a pranzo con me.

OLIV. Perdoni...

BRIGH. Riceveremo le sue grazie.

OLIV. (Questi uomini, che hanno poca creanza, non li posso soffrire). (da sé, parte)

OTT. (si fa cavar l’abito)

BRIGH. Gran bel abito, signor!

OTT. (Lo prende e lo getta in faccia a Brighella)

BRIGH. Come! Perché me fala sto affronto?

OTT. Ve lo dono.

BRIGH. La me lo dona?

OTT. Sì, schiavo. (parte)

BRIGH. No so cossa dir. L’è un affronto, ma el se pol sopportar. Sto abito mo cussì ricco, lo possio portar? Sior sì. Son padre de una vertuosa. (parte)



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