Carlo Goldoni
La guerra

ATTO PRIMO

SCENA NONA   Don Faustino e dette

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SCENA NONA

 

Don Faustino e dette

 

FAU. Eccomi a voi, adorata mia donna Florida.

FLO. È terminato il consiglio di guerra?

FAU. , è terminato.

ASP. Fate ancor noi partecipi di qualche nuova.

FAU. , ecco la determinazione del pien consiglio. Si darà l'assalto alla piazza, si salirà per la breccia, e quando non si arrenda il presidio, sarà prigioniero di guerra.

ASP. Bella nuova per donna Florida!

FLO. Ah ingrato! ah crudele! e con tanta indifferenza venite a recarmi in faccia una nuova per il cor mio funesta?

FAU. Come! non desiderate voi stessa il termine della presente campagna? Fin che dura l'assedio, lusingarvene non potete. Decida una giornata e del valore e della fortuna delle armi. Figuratevi di veder vostro padre sul margine della breccia colla spada in mano ad animare il presidio e respignere gli assalitori. Figuratevi veder me stesso degli aggressori alla testa col brando nella destra, con una scala nella sinistra, scendere nella fossa, appoggiare la scala ai muri, salir per le rovine della fortezza, e fra la grandine delle palle nemiche giungere a fronte dei difensori, ed incontrandomi nel castellano...

FLO. Ah barbaro, ricordatevi che il castellano è mio padre.

FAU. , donna Florida, amo e rispetto quel genitore che diede alla luce il piú bell'idolo de' miei pensieri. Bramo conoscerlo, bramo di baciargli la mano, e di gettarmi a' suoi piedi, e domandargli la cara figlia in isposa. Ma fin che siamo nel campo, fino ch'ei ci disputa la vittoria, fin che dura all'ostinata difesa della sua piazza, lo considero mio nemico, bramo di soggiogarlo, e farei lo stesso s'ei fosse padre di me medesimo. Un uffiziale onorato giura al suo Sovrano una fedeltà illimitata, spogliasi d'ogni altro affetto a fronte della sua gloria, e preferisce ad ogni altro bene di questa vita l'onore, il merito e la vittoria.

ASP. Sentite? Con questi discorsi tutto nell'orecchie, non volete che anch'io divenga un'eroina per forza? (a Florida)

FLO. Con queste immagini di fortezza, di fedeltà, di onore, perché venite a presentarvi ad un'infelice? Vi compiacete del mio dolore? venite a posta per insultarmi?

FAU. No, cara, vengo a darvi un addio, che sarà forse l'ultimo ch'io vi reco.

FLO. Oimè! temete dunque voi stesso di mai piú rivedermi?

ASP. Non volete ch'ei tema? Mi par di . Ha d'andare all'assalto di una fortezza, e ora non si usano piú elmi, scudi e petti di ferro. Ha d'andare snello, cosí come lo vedete, sotto una tempesta di schioppettate, e si ha da rampicare sui muri, e sopra di lui scaricheranno pietre, ferri ed artiglierie, e se lo colgono, schiavo, signor alfiere, non si trovano piú nemmeno le di lui ossa.

FLO. Ah tacete, per carità. Mi dipingete il suo pericolo con neri colori, e avete cuore di accompagnarli col riso?

ASP. Non lo sapete? Sono avvezzata; è forza dell'educazione.

FAU. Donna Florida, accompagnatemi almeno in questi ultimi estremi con uno sguardo pietoso.

FLO. Andate, barbaro, andate, e se v'incontrate col mio genitore, scordatevi ch'io gli son figlia.

FAU. È scritto in cielo il destino delle nostre armi. Possiamo essere vincitori, restar possiamo perdenti. Io posso vincere, e incontro con indifferenza il mio fato, piú assai di quello sdegno che mi minacciano gli occhi vostri. Deh donna Florida, amatemi, compatitemi, conservatemi quella bontà con cui soffriste gli affetti miei; giuro, s'io sopravvivo, di amarvi sempre, di essere tutto vostro, di rendervi, per quant'io posso, felice.

FLO. (Ahimè; che fiero incanto al mio cuore!) (da sé)

ASP. (Eccolo ; colla morte intorno vuol far ancora l'innamorato.) (da sé)

FAU. Ditemi una dolce parola, che mi consoli. Andrò piú intrepido alla battaglia, coll'onesta immagine dell'amor vostro, e il punto in cui vi parlo d'amore può assicurarvi della purità del mio foco.

 

 

 


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