Carlo Goldoni
L'impostore

ATTO SECONDO

SCENA NONA

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SCENA NONA

 

Il Dottore solo.

 

Parmi che in questa occasione non sia niente opportuno il militare strattagemma, ma che piuttosto il signor colonnello voglia sfuggir l'impegno. E quel pazzo di mio fratello va, come si suol dire, colla pancia avanti al pericolo. Io amo troppo questo mio fratello, e per lui vado a precipitarmi. Questa sicurtà vuol essere la mia rovina. Ma prima di farla, qualche cosa succederà. Ecco qui un motivo di differirla; il cielo ne può provvedere degli altri, e poi nell'atto di stenderla si possono apporre tali e tante condizioni, che la rendano o inutile, o cauta almeno. Alfine son d'una professione che sa i mezzi termini e i trabocchetti; e se tanti ne trovano gli avvocati per gli altri, la sarebbe bella che non ne sapessero trovar per se stessi. Ma! Io non sono di quelli: pur troppo amo la verità, la schiettezza; e questo è quello che mi fa avere poca fortuna, poiché in oggi chi è più impostore, è più bravo, e si fa applauso a coloro che meglio la sanno dare ad intendere. (parte)

 

 


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