Carlo Goldoni
La famiglia dell’antiquario

ATTO PRIMO

Scena Terza. La Contessa Isabella e detto

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Scena Terza. La Contessa Isabella e detto

 

ISABELLA (Ecco qui la solita pazzia delle medaglie!)

ANSELMO Oh, Contessa mia, ho fatto il bell'acquisto! Ho ritrovato un Pescennio.

ISABELLA Voi colla vostra gran mente fate sempre de' buoni acquisti.

ANSELMO Direste forse che non è vero?

ISABELLA Si, è verissimo. Avete fatto anche l'acquisto di una nobilissima nuora.

ANSELMO Che! sono stati cattivi ventimila scudi?

ISABELLA Per il vilissimo prezzo di ventimila scudi avete sacrificato il tesoro della nobiltà.

ANSELMO Eh via, che l'oro non prende macchia. Siam nati nobili, e siamo nobili, e una donna venuta in casa per accomodare i nostri interessi, non guasta il sangue delle nostre vene.

ISABELLA Una mercantessa mia nuora? Non lo soffrirò mai.

ANSELMO Orsú, non rompete il capo. Andate via, che ho da mettere in ordine le mie medaglie.

ISABELLA E il mio gioiello quando me lo riscuotete?

ANSELMO Subito. Anche adesso, se volete.

ISABELLA L'ebreo lo ha portato, ed è in sala che aspetta.

ANSELMO Quanto vi vuole?

ISABELLA Cento zecchini coll'usura.

ANSELMO Eccovi cento zecchini. Ehi! sono di quelli della mercantessa.

ISABELLA Non nominate colei.

ANSELMO Se temete che vi sporchino le mani nobili, lasciateli stare.

ISABELLA Date qua, date qua (li prende).

ANSELMO Volesse il cielo che avessi un altro figliuolo.

ISABELLA E che vorreste fare?

ANSELMO Un'altra intorbidata alla purezza del sangue con altri ventimila scudi.

ISABELLA Animo vile! Vi lasciate contaminar dal denaro? Mi vergogno di essere vostra moglie.

ANSELMO Quanto sarebbe stato meglio, che voi ancora aveste portato in casa meno grandezze e più denari.

ISABELLA Orsú, non entriamo in ragazzate. Ho bisogno di un abito

ANSELMO Benissimo. Farlo!

ISABELLA Per la casa abbisognano cento cose.

ANSELMO Orsú, tenete. Questi, con i cento zecchini che vi ho dato, sono quattrocento zecchini. Fate quel che bisogna per voi, per la casa, per la sposa. Io non me ne voglio impacciare. Lasciatemi in pace, se potete. Ma ehi! questi denari sono della mercantessa.

ISABELLA Il fate apposta per farmi arrabbiare.

ANSELMO Senza di lei la faremmo magra.

ISABELLA In grazia delle vostre medaglie.

ANSELMO In grazia della vostra albagìa.

ISABELLA Io son chi sono.

ANSELMO Ma senza questi non si fa niente ( i denari).

ISABELLA Avvertite bene, che Doralice non venga nelle mie camere

ANSELMO Chi? vostra nuora?ISABELLA Mia nuora, mia nuora, giacché il diavolo vuol così (parte).

 


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