Carlo Goldoni
La famiglia dell’antiquario

ATTO PRIMO

Scena Diciassettesima. Il Conte Anselmo e detti

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Scena Diciassettesima. Il Conte Anselmo e detti

 

BRIGHELLA Signor padron, l'è qua l'armeno dalle antigàggie.

ANSELMO Oh bravo! Ha delle cose buone?BRIGHELLA Cosse belle! cosse stupende!ANSELMO Amico, vi saluto (ad Arlecchino).

ARLECCHINO Saludara, patrugna cara. (Dìghia ben?) (a Brighella).

BRIGHELLA (Pulito).

ANSELMO Che avete di bello da mostrarmi?

ARLECCHINO (fa vedere un lume da olio, ad uso di cucina) Questo stara... stara. (cossa stara?) (piano a Brighella).

BRIGHELLA (Lume eterno) (piano ad Arlecchino).

ARLECCHINO Stara luma lanterna, trovata in Palàmida de getto, in sepolcro Bartolomeo.

ANSELMO Cosa diavolo dice? Io non l'intendo.

BRIGHELLA L'aspetta; intendo un pochetto l'armeno. Aracapi, nicoscópi, ramarcatà (finge parlare armeno).

ARLECCHINO La racaracà, taratapatà, baracacà, curocù, caracà (finge risponder armeno a Brighella).

BRIGHELLA Vedela? Ho inteso tutto. El dis che l'è un lume eterno trovà nelle piramidi d'Egitto, nel sepolcro de Tolomeo.

ARLECCHINO Stara, stara.

ANSELMO Ho inteso, ho inteso. (Oh che cosa rara! Se lo posso avere, non scappa dalle mani). Quanto ne volete?

ARLECCHINO Vinta zecchina.

ANSELMO Oh! è troppo. Se me lo deste per dieci, ancor ancora lo prenderei.

ARLECCHINO No podìra, no podìra.

ANSELMO Finalmente... non è una gran rarità. (Oh! lo voglio assolutamente).

BRIGHELLA Volela che l'aggiusta ?

ANSELMO (gli fa cenno con le mani che gli offerisca dodici zecchini).

BRIGHELLA Lamacà, volenìch, calabà?

ARLECCHINO Salamìn, salamùn, salamà.

BRIGHELLA Curìch, maradàs, chiribàra?

ARLECCHINO Sarich, micòn, tiribio.

ANSELMO (Che linguaggio curioso! E Brighella l'intende!).

BRIGHELLA Sior padron, l'è aggiustada.

ANSELMO Sì, quanto?

BRIGHELLA Quattórdese zecchini

ANSELMO Non vi è male. Son contento. Galantuomo, quattordici zecchini?

ARLECCHINO Stara, stara.

ANSELMO Sì, stara, stara. Ecco i vostri denari (glie li conta).

ARLECCHINO Obbligàra, obbligàra.

ANSELMO E se avera altra... altra... rara, portàra.

ARLECCHINO Si, portàra, vegnìra, cuccàra.

ANSELMO Che cosa vuol dir cuccara? (a Brighella).

BRIGHELLA Vuol dir distinguer da un altro.

ANSELMO Benissimo: se cuccàra , cuccàra ti (ad Arlecchino).

ARLECCHINO Mi cuccàra ti, ma ti no cuccàra .

ANSELMO Si, promettèra.

BRIGHELLA Andara, andara.

ARLECCHINO Saludara. Patrugna (parte).

BRIGHELLA Aspettara, aspettara (vuol seguirlo).

ANSELMO Senti (a Brighella).

BRIGHELLA La lassa che lo compagna... (in atto di andarsene).

ANSELMO Ma senti (lo vuol trattenere).

BRIGHELLA Vegnira, vegnira. Pól esser che gh'abbia qualcossa altro. (Maladetto! I sette zecchini) (parte correndo).

 

 


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