Carlo Goldoni
L'amante di sé medesimo

ATTO QUARTO

SCENA SETTIMA

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SCENA SETTIMA

 

Sala.

 

Il Marchese Ferdinando e don Mauro, la Marchesa Ippolita sedendo da una parte, Donna Bianca più indietro sedendo; il Conte passeggia, qualche volta a lei accostandosi.

 

FER.

Vi rinnovo, don Mauro, i miei ringraziamenti.

Scusatemi, vi prego.

MAU.

Non so far complimenti.

FER.

Venir qua d'improvviso qualche affar mi ha obbligato.

Sapete che il Castello è antico e rovinato.

Bastami aver da voi discreta abitazione,

La mensa non intendo di profittar.

MAU.

Padrone.

FER.

Un uom quale voi siete, per onestà pregiato,

Onora il mio paese, onora il marchesato;

Dal sangue il vostro cuore dissimile non è.

MAU.

Conte, fatemi grazia rispondere per me.

CON.

Or men di voi capace sarei per complimenti. (passeggiando)

BIA.

(Sol capace è l'ingrato di darmi dei tormenti). (da sé)

CON.

Oggi ho la testa mia di un insensato al paro. (passeggiando)

IPP.

(Così ne fosse senza, che l'averei più caro). (da sé)

FER.

Lasciam dunque da parte, caro don Mauro mio,

I complimenti inutili. Ne son nemico anch'io.

Ditemi, com'è andata quest'anno la ricolta?

Dell'uva in sulle viti speriam ne sia di molta?

MAU.

Dirò... l'uva quest'anno... può darsi... sì signore...

La stagione... ha piovuto... è maggiore e minore...

L'altr'anno s'è anche fatto si può sperar... così...

Con un poco di caldo... il vin... non s'incarì.

I contadini dicono ma... mi capisce... sono...

Eh, non ci sarà male... se ne farà del buono...

Oh, un buon bicchier di vino... un vin da galantuomo!

M'intende? sì signore... è la vita dell'uomo.

FER.

(Fa un po' di pena invero. Ma! ognuno ha il suo difetto). (da sé)

IPP.

(E mi vorresti in moglie, che tu sia benedetto!) (da sé)

MAU.

Permette?... (al Marchese)

FER.

Che vorreste?

MAU.

Andar, con permissione.

FER.

Potete accomodarvi.

MAU.

(Son pure in soggezione). (da sé)

Già... ch'io il dica, o nol dica... Sì signore, benissimo...

Casa mia è casa sua... (dopo qualche pausa) Servitore umilissimo. (s'inchina per andarsene)

FER.

Il buon uomo!

MAU.

Marchesa... posso aver la fortuna... (accostandosi a lei)

Della grazia... di lei...

IPP.

Andate via. (con qualche disprezzo, senza collera)

MAU.

(Ha la luna). (da sé, incamminandosi)

Cosa avete, nipote? State qui... poveraccia!

Vi duole qualche cosa? (accostandosi a donna Bianca)

BIA.

Eh niente. (sospirando)

MAU.

(Uh che lunaccia!) (da sé, incamminandosi)

Voi l'avete la luna? (al Conte)

CON.

Pur troppo.

MAU.

Poverino!

Rimedio per la luna... sì signor... del buon vino. (ridendo parte)

 

 

 


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