Carlo Goldoni
Il medico olandese

ATTO SECONDO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

Monsieur Bainer e detti.

 

BAI.

(Saluta tutti. Si pone a sedere; e prende il senza dir niente)

GUD

(Leggendo smania)

BAI.

Signor, che avete voi? (a monsieur Guden)

GUD.

Ah, in questo foglio ho letto

Quel che per lusingarmi voi non mi avete detto.

BAI.

Che contiene quel foglio?

GUD.

Contiene la fatale

Fondata, fondatissima sentenza del mio male.

BAI.

Chi ve lo diè? (alzandosi)

GUD.

Mel diede quel... ch’io non so chi ei sia. (accennando monsieur Mann)

BAI.

Signor, meno galenica, e più filosofia. (a monsieur Mann, togliendo la carta di mano a monsieur Guden)

Ad uno, il di cui male sta sol nello spavento,

Chi v’insegnò di porgere si barbaro fomento?

MANN

Qua per curar non venni uom ch’è da voi curato:

Il foglio non è mio, ma il foglio è ben fondato.

BAI.

Lo sarà, non contrasto. Ma che ha che far con lui?

MANN

Legga quel foglio, e tremi. Vegga i perigli sui.

GUD.

Oimè! (osservando ora l’uno, ora l’altro, quando parlano)

BAI.

Vi è noto appieno qual siasi il di lui male?

MANN

Lo conosco abbastanza. È orribile, è mortale.

BAI.

V’ingannate.

MANN

Lo provo.

BAI.

Non è che ipocondria.

MANN

È un’ipocondria nera, che tende alla mania.

BAI.

Quai sintomi vedeste?

MANN

Furor fuor di ragione.

BAI.

È falso l’argomento.

MANN

Certa è la conclusione.

BAI.

Il polso è regolare.

MANN

Favorite. (gli tasta il polso) È alterato.

GUD.

Oimè!

BAI.

Nol conoscete. È d’un uom spaventato. (tastando il polso)

MANN

Bainer, anch’io son medico; né vuò soffrire un torto.

BAI.

Quest’ammalato ho in cura.

MANN

Quell’ammalato è morto. (parte)

GUD.

Signor, per carità.

BAI.

Figlio, non paventate.

È monsieur Mann il primo fra le teste ostinate.

È tal, che acciò un pronostico non gli andasse fallato,

Vorria, se fosse lecito, uccider l’ammalato,

No, timor non abbiate di morte o di deliro,

Sulla mia fede, amico, sull’onor mio.

GUD.

Respiro.

BAI.

Monsieur Lass colla mente che scrutinar procura?

GUD.

Del circolo pretende trovar la quadratura.

BAI.

Ben; la trovaste, amico? (a monsieur Lass)

LASS

Sì, quasi ad evidenza. (alzandosi)

BAI.

E su qual fondamento?

LASS

Vado a far l’.

BAI.

Da superar vi resta qualche difficoltà?

LASS

Non la trovai del tutto, ma un si troverà.

(Così per me trovassi il cuor di sua nipote,

Che tanto mi par bella, ed ha sì bella dote!) (parte)

BAI.

Malagevole impresa.

GUD.

È una follia visibile,

Qual di chi vuol dividere il punto indivisibile.

PAFF

D’algebra e d’analitica insegnan le bell’arti (s’alza)

Che ogni materia ha corpo, e che ogni corpo ha parti;

Che ogni picciola parte, dal corpo suo recisa,

Puol essere in più parti divisa e suddivisa;

E il punto indivisibile rispetto alla figura.

Dividere pretendo almen per congettura.

So che l’impegno è grande, ma il fondamento è sodo;

Mancami sol ch’io trovi per eseguirlo il modo.

TAUS

Ho ben io ritrovata la causa e il fondamento (s’alza)

Del flusso e del riflusso del liquido elemento.

BAI.

A parte i buoni amici render di ciò conviene.

TAUS

Il flusso ed il riflusso del mar dunque proviene

O da una forza elastica, che in fondo al mar s’aduna,

O dai violenti influssi del corso della luna,

O un moto sotterraneo rende quell’onde instabili.

Tutte ragioni vere, o almen tutte probabili. (parte)

 

 

 


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