Carlo Goldoni
Il Moliere

ATTO SECONDO

SCENA TERZA

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SCENA TERZA

 

La Béjart e detti.

 

BÉJ.

Ma voi, fanciulla mia, vivete a modo vostro;

Pochissimo vi piace di star nel quarto nostro.

ISAB.

Signora...

PIRL.

Perdonate. Il mancamento è mio.

Meco può star la figlia; sapete chi son io.

BÉJ.

Con altri che con voi trovata s’io l’avessi,

La picchierei. Sfacciata! Stamane la corressi.

La parte di Marianna a ripassare andate.

ISAB.

(Ah! per amor del cielo, signor, non mi svelate). (Piano a Pirlone, e parte)

 

 

 


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