Carlo Goldoni
Ircana in Julfa

ATTO QUINTO

Scena Quinta. Tamas, Ircana, Kiskia, Misio, Zulmira

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Scena Quinta. Tamas, Ircana, Kiskia, Misio, Zulmira

 

 

TAMAS colla sciabola alla mano, difendendosi da Misio ed altro Armeno, che coll’armi tentano di scacciarlo.

 

TAMAS Empi, non mi offendete.

IRCANA O il misero lasciate, indegni, o morirete.(collo stile alla mano fa fuggire l’Armeno che venne con Misio)

MISIO Contro due non m'impegno. (fugge)

ZULMIRA Tu col ferro alla mano? (ad Ircana)

IRCANA Ah se avuto l'avessi allor che dall'insano

Furor di donna ingrata si tentò la mia morte,

L'empia provato avrebbe se la mia destra è forte.

KISKIA Amica, io, lo sapete, sol vi ho fatto del bene.

(Con quello stile in mano rispettarla conviene).(da sé)

ZULMIRA Torni Demetrio a noi; torni, e ammiri il valore

Dell'apprezzata schiava il docile signore;

E vegga a suo dispetto il cieco affascinato

Dalla perfida donna il traditor celato.

TAMAS Deh per pietà, nol sappia. Chiederò a voi perdono;

Sono d'Ircana amante, ma traditor non sono.

Amor mi rese ardito, errai, sì, lo confesso;

Entrar qui non doveasi senza impetrar l'accesso.

Nascondersi è delitto; sì, lo conosco anch'io;

Eccomi a voi pentito; perdono all'error mio.

Fate che non lo sappia d'Ircana il pio signore.

Non che timore indegno nutra vilmente in core;

Ma perché di rossore e di vergogna acceso,

Non veggami Demetrio, che ho per amore offeso.

Se la pietà vi muove, se l'onestà vi alletta...

ZULMIRA Vo' che Demetrio il sappia.

TAMAS Perché mai?

ZULMIRA Per vendetta.

TAMAS In che vi offesi alfine?

ZULMIRA L'offensor tu non sei.

Vendico, se ti svelo, gl'inganni di colei. (accenna ad Ircana)

TAMAS Tu l'ingannasti?

IRCANA Il sesso tradì la forsennata.

Tentò la morte mia; m'hanno gli Dei serbata.

KISKIA Ma i Dei si son serviti però della mia mano.

Orsù, qui si procura di rovinarsi invano.

Siamo, figliuoli miei, siamo, per quel ch'io veggio

Quattro bei disperati, che fan chi può far peggio.

Ircana avea l'amante celato nel giardino;

Costui è qua venuto in aria d'assassino;

Zulmira dar la morte voleva ad una schiava;

E a me certo amoretto lo stomaco m'aggrava.

Facciam tutti così, facciam quel che io vi dico,

Cerchiam di liberarci l'un l'altro dall'intrico.

Che Demetrio non sappia quel che fra noi segui

Taccia l'un, taccia l'altro. Figli, facciam così.

TAMAS Seguasi di costei sì provido consiglio.

Sia il silenzio opportuno al comune periglio.

Taci, Ircana, ten priego; scordati l'onte andate.

L'onte sue, l'onte mie, prego, voi pur scordate. (a Zulmira)

ZULMIRA Per me, se Ircana tace, non parlerò, lo giuro.

IRCANA Purché Tamas si salvi, di tacer vi assicuro.

KISKIA Brave, ed io vi prometto i servi e le figliuole

Far che taccian coi doni; non facciam più parole.

Zitto, cognata mia, che tutto bene andrà.

Andiamo, poverini, lasciamli in libertà. ( parte)

ZULMIRA Io serberò la fede, se a me la serberai.

Se d'ingannarmi ardisci, tu pur ti pentirai.

IRCANA Chi così meco parla, non mi conosce ancora.

ZULMIRA Lascioti a lui vicina, che t'ama, che ti adora.

Lieta ti doni il cielo con lui felice sorte;

Basta che non mi levi l'amor di mio consorte.

Se m'ha per te delusa amor coi scherni suoi,

Deh non levarmi almeno quello che dar non puoi.

 


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