Carlo Goldoni
Pamela maritata

ATTO SECONDO

SCENA SECONDA   Milord Bonfil, poi madama Jevre

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SCENA SECONDA

 

Milord Bonfil, poi madama Jevre

 

BONF. La flemma di costui è insoffribile. Ma è fedele. Mi convien tollerarlo in grazia della fedeltà.

JEV. Signore...

BONF. Non vi ho chiamato.

JEV. E non potrò venire senza esser chiamata?

BONF. No; non potete venire.

JEV. Finora ci son venuta.

BONF. Da qui in avanti non ci verrete più.

JEV. E perché?

BONF. Il perché lo sapete voi.

JEV. Siete in collera per una bugia che vi ho detto?

BONF. Dite che ne ho scoperta una sola; ma sa il cielo quante ne avrete dette.

JEV. In verità, signore, non ho detto che questa sola, e l'ho fatto per bene.

BONF. Perché tenermi nascosto il colloquio di Pamela con milord Artur?

JEV. Perché conosco il vostro temperamento. So che siete assai sospettoso, e dubitavo che poteste prenderlo in mala parte.

BONF. Io non sospetto senza ragione. La gelosia non mi accieca. Ho fondamento bastante per diffidare della onestà di Pamela.

JEV. Oh, cosa dite mai? Diffidar di Pamela, è lo stesso che dubitare della luce del sole.

BONF. Sapete voi i ragionamenti di Pamela con milord Artur?

JEV. Li so benissimo.

BONF. Come li sapete, se non vi foste presente?

JEV. Li so, perché ella me li ha confidati.

BONF. Io li so molto meglio di voi.

JEV. Avete parlato colla vostra sposa?

BONF. No.

JEV. Parlatele.

BONF. Non le voglio parlare.

JEV. Or ora verrà qui da voi.

BONF. Se ella verrà, me ne anderò io.

JEV. Non dovete partire insieme per la contea di Lincoln?

BONF. No, non si parte più.

JEV. Ella ha preparato ogni cosa.

BONF. Mi dispiace dell'inutile sua fatica. (ironicamente)

JEV. (Che uomo volubile! e poi dicono di noi altre donne). (da sé)

BONF. Se non avete altro da dirmi, potete andare.

JEV. Non volete venire dalla vostra sposa?

BONF. Non ci voglio venire.

JEV. E non volete permettere, ch'ella venga qui?

BONF. No, non la vo' vedere.

JEV. E come ha da finire questa faccenda?

BONF. In queste cose voi non vi dovete impacciare.

JEV. In verità, signore, siete una bella testa.

BONF. Sono il diavolo che vi porti.

JEV. Con voi non si può più vivere.

BONF. Io non vi prego, perché .

JEV. Se fosse viva la vostra povera madre!...

BONF. Vorrei che fosse viva mia madre, e che foste crepata voi.

JEV. Obbligatissima alle di lei grazie.

BONF. Sciocca.

JEV. È insoffribile.

BONF. Andate.

JEV. Sì, vado. (Ci scommetto che ora è pentito d'aver sposata Pamela. Fanno così questi uomini. Fin che sono amanti, oimei, pianti, sospiri, disperazioni, quando sono mariti, diventano diavoli, basilischi). (da sé, e parte)

 

 

 


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