Carlo Goldoni
L'amante militare

ATTO SECONDO

SCENA QUARTA

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SCENA QUARTA

 

Corallina, poi Arlecchino e soldati.

 

COR. Che imbroglio è mai questo! Nuova gente in casa? Povero don Alonso, avranno saputo ch’egli faceva all’amore colla padrona di casa, e lo avranno levato dall’occasione. Per me non ci penso. Anzi, per dir il vero, mi piace la novità.

ARL. Corallina. (esce dalla camera overa entrato cogli altri soldati)

COR. Arlecchino?

ARL. Andè, camerade, che vegno. (i soldati partono)

COR. Che fai in questa casa coll’abito da soldato?

ARL. Ho acquistà el primo grado d’onor.

COR. Sì? me ne rallegro. Che cosa sei diventato?

ARL. El facchin della compagnia.

COR. Almeno guadagnerai qualche cosa.

ARL. Oh, siora sì.

COR. Ti pagano bene? Ti regalano?

ARL. E come!

COR. Che cosa ti hanno regalato?

ARL. Vintiquattro bastonade.

COR. Oh povero Arlecchino! E vuoi continuare a fare il militare?

ARL. Se savesse come far a desmilitarme!

COR. Si prova.

ARL. Ho provà.

COR. E così?

ARL. I m’accoppa de bastonade.

COR. Dunque è finita? Non puoi più avere la tua libertà? Povera Corallina, che ha perso il suo caro Arlecchino! Ti voleva tanto bene, e ora a vederti soldato mi sento crepar dal dolore.

ARL. Auh, auh, auh, cossoia mai fatt? Auh. (piange)

COR. Se fosse in libertà il signor don Alonso, procurerei io la tua cassazione.

ARL. Te preg, quand el vien, parleghe.

COR. Ma se questa sera marciano, addio Arlecchino; non ci vediamo mai più.

ARL. Mai più? Auh, auh. (piange)

COR. Non vi sarebbe altro che un rimedio solo.

ARL. Dimmelo, cara ti.

COR. Ma vi vuol coraggio.

ARL. Tra el corai e la paura, m’inzegnerò.

COR. Vien qui, che non ci sentissero. Bisognerebbe disertare.

ARL. Cossa vol dir desertar?

COR. Vuol dir fuggire.

ARL. Scampar? oh magari! Ma come?

COR. Potresti travestirti in maniera di non essere conosciuto. È poco che sei fatto soldato, tutti non ti conosceranno.

ARL. Disi ben; questa la m’incontra infinitamente; come m’oia da travestir?

COR. Ci penseremo. Verrai a trovarmi, e la discorreremo.

ARL. Son qua in casa col sior tenente.

COR. Sì? meglio; avremo campo di pensare.

ARL. Cara Corallina, te son obbligà dell’amor che ti gh’ha per mi.

COR. Caro Arlecchino, vorrei vederti in libertà.

 

 

 


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