Carlo Goldoni
Componimenti poetici

POESIE IN LINGUA E IN DIALETTO DEL PERIODO VENEZIANO (1748 - 1762)

STANZE ANACREONTICHE

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STANZE ANACREONTICHE

 

Parlo a voi, Muse veraci,

Che cantare il ver solete.

Non sperate aver seguaci,

Ché derise in oggi siete.

Più non v’è chi dietro a voi

Perder voglia i giorni suoi.

Non entrate, o meschinelle,

Nello studio d’un legale,

Ché alle vostre rime belle

La bugia colà prevale;

E si studia onninamente

Attrappar qualche cliente.

Non andate, o poverette,

Da quel medico stupendo,

Dove a caso le ricette

Di sua man ei sta scrivendo,

Dar la vita è vostra sorte,

Egli studia a dar la morte.

Lungi, lungi, Muse amare,

Dalla casa del mercante.

Egli studia accumulare

Giorno e notte il suo contante;

E col peso e la misura

D’ingannare altrui procura.

Lungi pur dal giuocatore,

Che di voi disprezza l’arte;

Egli sparge il suo sudore

Sullo studio delle carte,

E procura il suo guadagno

Sulla strage del compagno.

Dalle donne brutte o belle

Voi sarete discacciate,

Che nel liscio della pelle

Spendon mezze le giornate.

Stanno a letto assai di giorno,

E la notte vanno attorno.

Una volta gli amoretti

Favoriva ancor la Musa;

Con canzoni e con sonetti

Far l’amor più non si usa.

Or la gente è persuasa

Che sia meglio entrar in casa.

Le gran menti non si degnano

Oggi più di poesia;

Studian cose, cose insegnano

Da oscurar la fantasia;

E chi sale troppo in alto,

Fa talvolta un brutto salto.

Non sperate ritrovare

Dai poeti alcun ristoro:

Non pon darvi da mangiare,

Non ne han nemmen per loro;

Per la fame i poverelli

Son di voi fatti ribelli.

Ma se niuno vi vuol seco,

Se ciascun vi manda via,

Muse, su, venite meco,

Io vi prendo in compagnia.

Per il mondo andrem girando,

Gli altrui vizi criticando.

E chi il merito disprezza

Dei poeti e delle Muse,

Gente al male solo avvezza,

Che dal sen virtude escluse,

Proverà se meglio fia

Rispettar la poesia.

Poesia, virtù celeste,

Che in gran pregio un tempo fu,

Che da certe nuove teste

Non si stima in oggi più:

Perché d’altro sono amanti

I viziosi e gl’ignoranti.

 

 


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