Carlo Goldoni
Il raggiratore

ATTO SECONDO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

Don Eraclio e detti.

 

ERAC. Vi cerco e non vi ritrovo.

CLA. Chi cerca, trova. Eccomi, se mi volete.

ERAC. Che cosa vuole costui?

CLA. È venuto a dirmi per parte del Conte che la Contessa... sta bene, ed ha riposato, ed è in grado di ricevere, non è vero? (ad Arlecchino)

ARL. Siora sì, xe verissimo.

CLA. E io voglio andare ora a farle una visita.

ERAC. Piano con questa visita. Non so se si convenga di farla.

CLA. Una dama venuta ora per la prima volta in città, non dovrà essere visitata? Andate a dirle che sarò a riverirla... (ad Arlecchino)

ARL. Vago subito.

ERAC. Aspettate. (ad Arlecchino)

ARL. Aspetto.

ERAC. Tutte le regole patiscono la loro eccezione. Non so se ad una moglie di don Eraclio convenga visitar per la prima una Contessa, che è qualche cosa di meno.

CLA. Il Conte è nobile quanto noi. Andate. (ad Arlecchino)

ARL. Gnora sì.

ERAC. Fermatevi. (ad Arlecchino)

ARL. No me movo.

ERAC. Piano con questo nobile quanto noi, ché la nobiltà di don Eraclio non si può impattare con nessuno e voglio che si sostenga la riputazione degli Eraclidi.

CLA. Ma il Conte è pur vostro amico.

ERAC. Amico usque ad baram, che vuol dire sino alla morte; ma l’amicizia non ha da oltraggiare la delicatezza di un sangue che è più puro, e più netto, e più purgato, e più nobile di quello che ho creduto fosse finora.

CLA. Sarà vero tutto quello che dite: ma l’umiltà per altro è sempre apprezzabile. (Mi preme di vedere il Conte). (da sé) Andate alla casa del conte Nestore. (ad Arlecchino)

ERAC. Andate, e ditegli che se verrà la Contessa a favorire la moglie di don Eraclio... (ad Arlecchino)

CLA. Ditegli che la moglie di don Eraclio sa il suo dovere. (ad Arlecchino)

ERAC. Fermatevi. (ad Arlecchino) E voi, prima di discendere ad un atto di viltà, sappiate meglio chi siete.

CLA. Lo so benissimo...

ERAC. No, non lo sapete ancora. Credei finora che il sangue mio derivasse daglimperatori romani. Mi disse certo dottore, che Eraclio fu imperatore di Costantinopoli. Andai a leggere la storia in un dizionario, e trovai che gli Eraclidi sono discendenti da Ercole.

. Questa per altro è una notizia che mi sorprende.

ARL. Se sarà vero che sior don Eraclito sarà discendente da Ercole, lo vederemo.

ERAC. Come si vedrà?

ARL. Ho sentìo dir da mia nonna, che Ercole avanti de morir xe deventà matto.

ERAC. Vattene via di qua, temerario. Non insultar la memoria di quell’eroe.

ARL. E che el filava colla rocca e col fuso.

ERAC. Parti, ti dico.

ARL. E che l’ha fatto i pugni con una bestia.

ERAC. Vattene, o ti rompo il capo.

ARL. L’è discendente da Ercole; el deventà matto. (dicendo forte, e timoroso parte)

 

 

 


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