Carlo Goldoni
La ritornata di Londra

ATTO PRIMO

SCENA QUINDICESIMA   Giacinta e detti, poi il Marchese

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SCENA QUINDICESIMA

 

Giacinta e detti, poi il Marchese

 

GIAC.

(Senta. Il signor Marchese

Vuol ritornar da lei). (piano a Madama)

MAD.

(L'incontro non vorrei... c'è qui il Barone). (piano a Giacinta)

GIAC.

(Certo son due rivali). (piano a Madama)

MAD.

(Non vorrei che nascesser criminali.

Fallo aspettare un poco

Fin che celo il Barone in altro loco). (piano a Giacinta)

CARP.

Che si dice fra voi saper vorrei.

GIAC.

Quel che si dice, non importa a lei. (parte)

MAD.

Signor Baron, vi prego...

Il padrone di casa

Vorrebbe visitarmi.

BAR.

E Madama perciò vuol licenziarmi?

CARP.

Sì, signor, licenziarvi.

MAD.

Non signore:

Ma fatemi il favore,

Scusate l'increanza,

Ritiratevi un poco in quella stanza.

BAR.

Volentieri, Madama, io vi obbedisco. (va nella stanza)

CARP.

Questa, confesso il ver, non la capisco.

MAD.

La capirete poi.

MAR.

Pria ch'io parta da voi,

Voglio far, o Madama, il dover mio. (le bacia la mano)

CARP.

(Il padrone di casa!)

MAR.

Amico, addio.

 

Con amore e con rispetto

Di Madama servitor.

All'amico mio diletto

Mi esibisco di buon cor.

CARP.

Vada pur, vada, signore,

Ch'io la mando di buon cor.

MAD.

Obbligata del favore,

Obbligata dell'onor.

MAR.

Permettete. (le vuol baciar la mano)

CARP.

(Un'altra volta!)

MAD.

Grazie a lei.

CARP.

(Non posso più.

Del Barone - ha soggezione.

Or la voglio corbellar). (in atto di partire)

MAD.

Dove andate? (a Carpofero)

MAR.

Vada pure.

CARP.

Con licenza. Tornerò. (parte)

MAR.

Con Madama io resterò.

MAD.

} a due

Bell'incontro fortunato,

Che la sorte mi concede!

Il bel core in lei si vede,

Si conosce la bontà.

MAR.

GIAC.

(Con il padrone - torna il Barone). (piano a Madama)

MAD.

(Oh che briccone! - cosa sarà?) (da sé)

MAR.

Qualche scompiglio parmi vedere.

MAD.

Caro Marchese, bramo un piacere.

MAR.

Chieda, Madama, tutto si fa.

MAD.

Viene il padrone di questa casa.

Deh, ritiratevi.

GIAC.

Venga con me.

MAR.

Come? Perché?

MAD.

Deh, ritiratevi. (spingendolo)

GIAC.

Venga con me. (tirandolo, e lo fanno passare in altra camera)

MAD.

} a due

Il Marchese è ritirato,

E quell'altro corbellato

Questa volta resterà.

GIAC.

CARP.

Venga, signore,

Venga di qua. (al Barone)

BAR.

Del favor ben obbligato. (a Carpofero)

CARP.

(Il Marchese dov'è andato?) (da sé)

BAR.

Mi ha condotto da Madama

Il fratel per sua bontà.

CARP.

(Maledetto!) (da sé)

MAD.

} a due

Se il fratello

L'ha condotto, poverello,

È dovere - il cavaliere

Di trattar con civiltà. (fanno finezze intorno al Barone)

GIAC.

CARP.

Dove diavolo sarà? (va cercando)

BAR.

La padrona generosa,

E la serva ch'è pietosa,

Il mio cor consolerà.

MAD.

} a due

Sì, signore, di buon core

Per voi tutto si farà.

GIAC.

CARP.

(L'ho veduto). Venga qua. (chiama il Marchese)

MAR.

Quest'è un inganno,

Che a me si fa.

BAR.

Quest'è un insulto.

CARP.

Così si fa.

TUTTI

Questa sorpresa

Non era attesa:

Qualche scompiglio

Cagionerà.

MAR.

} a due

Signor Barone,

Signor Marchese,

Siete venuto

Con preferenza,

Ma l'insolenza

Si pagherà.

BAR.

MAD.

} a due

Zitto, signori,

Meno rumori,

Vada ciascuno

Fuori di qua.

GIAC.

CARP.

Questa la godo,

Questa mi piace.

TUTTI

Una fornace

Sento nel core,

Sdegno, livore,

Fremer mi fa. (partono)


 

 

 


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