Carlo Goldoni
Il servitore di due padroni

ATTO TERZO

Scena Sesta. Brighella, Beatrice, Cameriere, Florindo

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Scena Sesta. Brighella, Beatrice, Cameriere, Florindo

 

Sala della locanda con varie porte

 

Beatrice e Florindo escono ambidue dalle loro camere con un ferro alla mano, in atto di volersi uccidere: trattenuti quella da Brighella, e questi dal Cameriere della locanda; e s'avanzano in modo che i due amanti non si vedono fra di loro.

 

BRIGHELLA La se fermi (afferrando la mano a Beatrice).

BEATRICE Lasciatemi per carità (si sforza per liberarsi da Brighella).

CAMERIERE Questa è una disperazione (a Florindo, trattenendolo).

FLORINDO Andate al diavolo (si scioglie dal Cameriere).

BEATRICE Non vi riuscirà d'impedirmi (si allontana da Brighella).

Tutti due s'avanzano, determinati di volersi uccidere, e vedendosi e riconoscendosi, rimangono istupiditi.

FLORINDO Che vedo!

BEATRICE Florindo!

FLORINDO Beatrice!

BEATRICE Siete in vita?

FLORINDO Voi pur vivete?

BEATRICE Oh sorte!

FLORINDO Oh anima mia!

Si lasciano cadere i ferri, e si abbracciano.

BRIGHELLA Tolè su quel sangue, che nol vada de mal (al Cameriere scherzando, e parte).

CAMERIERE (Almeno voglio avanzare questi coltelli. Non glieli do più) (prende i coltelli da terra, e parte).

 


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