Carlo Goldoni
Lo scozzese

ATTO QUARTO

SCENA QUINTA   Milord Murrai solo

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SCENA QUINTA

 

Milord Murrai solo.

 

MURR. Ognora s'accrescono le mie confusioni. Miledi è arrestata. ed havvi chi sagrifica per la di lei libertà l'importante somma di cinquecento ghinee? Non crederei tutto questo, se non lo avessi riscontrato cogli occhi miei. Dunque non sono io solo a parte de' suoi segreti ma sono il solo a cui si volevano tener celati, e sono l'ultimo a rilevarli. Il mercatante non si farebbe mallevadore di una fanciulla senza conoscerla, e non arrischierebbe tal somma senza esserne interessato. Ah! chi sa che l'interesse che lo conduce non sia l'amore? Oh cieli! Mentre io lavoro per la sua salvezza, mi veggio a fronte degli sconosciuti rivali: altri per perderla, altri per conquistarla, e tutti per render vane le cure dell'amor mio. Ed io seguirò dunque ad amarla? Non cercherò di staccarmela dalla memoria e dal seno? Ah! una stilla di quell'odio ch'ebbe il padre mio per la sua famiglia, basterebbe a farmi estinguere la mia passione. Ma oh dei! la pietà è il mio sistema. ed è troppo in me radicato l'amore. Stelle! A che son io qua venuto? A piangere, o a rimproverarla? Non lo comprendo io medesimo. Il cuore mi ci ha condotto, e il piede ha seguitato le traccie della mia passione. Oimè! si apre la camera di quell'ingrata. Il sangue mi si gela nel petto: pavento de' miei trasporti. Veggiam chi n'esce. prendiamo tempo a risolvere. (si ritira)

 

 

 


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