Carlo Goldoni
La scuola di ballo

ATTO QUINTO

SCENA QUARTA   Monsieur Rigadon e detta.

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SCENA QUARTA

 

Monsieur Rigadon e detta.

 

RIG.

Rosina, ad insegnarvi eccomi accinto:

Quest'è la solit'ora della scuola.

Or verran tutti al genïal recinto.

Ho ben piacere di trovarvi sola,

Voglio insegnarvi alcune regolette

Necessarie da prima a una figliola.

ROS.

E mi saran le istruzioni accette. (a Rigadon)

(Per poco dee durar la seccatura,

Se Carlino mantien quel che promette). (da sé)

RIG.

Figlia, nel mondo per aver ventura

Non basta il merto, e la virtù non giova,

Quando unite non siano arte e natura.

Prima di tutto un protettor si trova,

Che faccia autorità, che prenda impegno.

Che le recite cerchi, e le promova.

E giunta poi della fortuna al segno,

Se vi stanca e v'annoia il protettore,

Per discacciarlo non vi manca ingegno.

Badate ben non vi corbelli amore:

Serbate sempre l'animo robusto;

Finezze a tutti, ed a nessuno il core.

Se vi viene d'intorno un bellimbusto,

Un cacastecchi, un misero scannato,

Scacciatelo da voi col mazzafrusto.

L'universal tenetevi obbligato,

Mostrando nel ballar la pantomima,

Or con questo, or con quello, aver scherzato.

Già lo sapete, ch'oggi come prima

Non si attende del ballo al fondamento;

Ma chi più salta e chi più scherza è in stima.

Cambiano i ballerini il vestimento;

Ma fanno sempre quei medesmi salti,

Mascherati con qualche abbellimento.

Perché una donna o un ballerin s'esalti,

Basta che faccia a chi ne può far più,

E giri intorno, e si rannicchi, e salti.

Per ordinario tutti i padedù

Han principio ed han fine a una maniera:

Vanno i compagni a principiarlo in su,

La donna fugge, l'uomo si dispera.

L'una intanto riposa, e l'altro balla,

Poi corrucciato si dimostra in ciera.

Vola la donna come una farfalla:

Finge l'uom non vederla, ella lo chiama,

E gli batte la man sovra la spalla.

L'uom si risente, e di far pace ha brama,

Sdegno affetta la donna per vendetta,

L'orche, la scimmia, a contrafar si chiama.

Poi s'inginocchia ed il perdono aspetta.

Lo alza la bella, e con i piè gli dice:

Vuoi ballare con me la furlanetta?

Ecco gente che vien: di più non lice

A me dirvi per ora. Il quadro è ,

Manca che vi mettiamo la cornice.

 

 

 


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