Carlo Goldoni
La sposa sagace

ATTO TERZO

SCENA UNDICESIMA   Don Policarpio, poi donna Petronilla

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SCENA UNDICESIMA

 

Don Policarpio, poi donna Petronilla.

 

POL.

Altro che darla al Duca! E se mia moglie il sa?

Io non lo dico certo.

PET.

Signore, eccomi qua.

Parlato ho ai miei parenti, parlato ho a più persone,

E tutti unitamente mi han detto che ho ragione.

E senza che facciamo altre caricature,

Al Cavalier si sposi.

POL.

Bene, si sposi pure.

PET.

L'accordate anche voi?

POL.

Io sono indifferente.

PET.

Cosa può dire il Duca?

POL.

Oh! non può dir niente.

PET.

Dunque della ragione qualcun vi avrà informato.

POL.

Sì, di certa ragione son stato illuminato.

Il Duca, poverino, invano or la pretende.

PET.

Dunque l'avrà quell'altro.

POL.

Quell'altro, ci si intende.

PET.

Signor, non vel diceva? Oh, io non fallo mai,

Quando dico una cosa.

POL.

Oh, ne sapete assai.

PET.

Par che mi corbelliate, signor sposo garbato.

POL.

Corbellarvi? pensate! Sono io il corbellato.

PET.

Chiamiamo donna Barbara, facciam che si disponga.

Chi è di ? questa volta è van ch'ella si opponga.

POL.

No no, non vi è pericolo. Or mi sovviene a un tratto,

Ch'ella ha detto più volte: quello ch'è fatto, è fatto.

PET.

Che vuol dir?

 

 

 


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