Carlo Goldoni
L'uomo di mondo

ATTO SECONDO

SCENA SECONDA

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA SECONDA

 

Il Dottore e Momolo

 

DOTT. Vorrei pur liberarmi dal peso di questa figliuola, per poter dar moglie a Lucindo e levarlo dalle male pratiche.

MOM. Servitor umilissimo, sior Dottor mio patron.

DOTT. Servo del signor Momolo. Scusate, se vi ho incomodato.

MOM. Patron sempre. Son qua a ricever i so comandi.

DOTT. Deggio farvi un'interrogazione per parte di un amico mio, che poi vi dirò chi egli sia. Ditemi in tutta confidenza, siete voi disposto a voler prender moglie?

MOM. Mi maridarme? Difficilmente.

DOTT. Ma perché mai? Siete solo, siete giovane, benestante, perché ricusate un accasamento, che torni comodo alla vostra costituzione?

MOM. Perché el matrimonio me fa paura, e la più bella zoggia dell'omo xe la libertà.

DOTT. Se tutti dicessero così, finirebbe il mondo.

MOM. Per mi l'intendo cussì; lasso popolar el mondo da chi ghe n'ha voggia.

DOTT. Non vi accomoderebbe una buona dote?

MOM. Cossa serve la dota al d'ancuo? Se se riceve cento, se spende dusento; le mode xe arrivae all'eccesso, e a vestir una donna ghe vol un capital spaventoso.

DOTT. Non è necessario di seguitare il costume degli altri; ogni uno fa come vuole, e quando aveste una moglie discreta...

MOM. Trovarla una muggier discreta. E po el galantomo bisogna che el la fazza comparir da par soo. Ma questo fursi nol xe el mazor incomodo che daga la muggier al mario. El ponto prencipal consiste, che co se xe maridai, s'ha perso la so libertà. La muggier, per ordinario, vol saver tutto; bisogna renderghe conto dei passi che se fa, de le parole che se dise; bisogna torse la suggizion de compagnarle, o remetterse alla discrezion de chi le compagna; e po cento altre cosse, onde digo che se sta meggio cussì.

DOTT. Non occorr'altro; compatitemi, se vi ho incomodato.

MOM. Gnente, sior Dottor; la m'ha fatto grazia. Ma za che son qua, me permettela che reverissa siora Leonora?

DOTT. Perché no? Siete stato in casa mia tante volte, non vi ho mai impedito di farlo. Aspettate, che ora l'avviserò.

MOM. La me farà grazia.

DOTT. Vi riverisco. (Il giovane non parla poi tanto male. Ho piacere che Eleonora senta da se medesima, e si disinganni. Ascolterà, io spero, qualche altra proposizione). (parte)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License