Carlo Goldoni
Il ventaglio

ATTO SECONDO

Scena Nona. Giannina dal palazzino, e Candida

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Scena Nona. Giannina dal palazzino, e Candida

 

GIANNINA Oh signora Candida.

CANDIDA Cosa fate voi qui? (in collera)

GIANNINA Veniva in traccia di lei...

CANDIDA Andate via, e in casa nostra non ardite più di mettervi il piede.

GIANNINA Come! A me quest'affronto?

CANDIDA Che affronto! Siete un'indegna, e non deggio, e non posso più tollerarvi. (entra nel palazzino)

GELTRUDA (È un poco troppo veramente).

GIANNINA (Io resto di sasso!) Signora Geltruda...

GELTRUDA Mi dispiace della mortificazione che avete provata, ma mia nipote è una giovane di giudizio, e se vi ha trattata male, avrà le sue ragioni per farlo.

GIANNINA Che ragioni può avere? Mi maraviglio di lei. (forte)

GELTRUDA Ehi portate rispetto. Non alzate la voce.

GIANNINA Voglio andare a giustificarmi... (in atto di partire)

GELTRUDA No no fermatevi. Ora non serve, lo farete poi.

GIANNINA Ed io le dico che voglio andare adesso. (vuol andare)

GELTRUDA Non ardirete di passare per questa porta. (si mette sulla porta)


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