Carlo Goldoni
I mercatanti

ATTO PRIMO

SCENA DICIOTTESIMA

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA DICIOTTESIMA

 

Giacinto e dette.

 

GIAC. Padronissima, le sono servidoretto.

GIANN. Padronissima e servidoretto! Queste sono caricature.

GIAC. Oh, in quanto alle caricature ciascheduno ne ha la sua parte.

BEAT. (Abbiate giudizio). (piano a Giacinto)

GIANN. Spiegatevi: mi credete voi caricata?

GIAC. Una donna tutto il giorno coi libri in mano...

GIANN. È peggio assai veder un giovine colle carte in mano da giuoco.

BEAT. Sentite? Vostro danno. (a Giacinto)

GIAC. Vossignoria parla con una gran libertà.

GIANN. Parlo come mi avete insegnato voi.

GIAC. È molto che una sapiente della sua sorte si degni d'imparare da me.

GIANN. Da' cattivi maestri s'impara il male per forza.

GIAC. Eppure, con tutto che mi disprezza, mi piacere.

GIANN. Né voi mi dispiacereste, se foste un poco più ragionevole.

BEAT. Via, siate buoni tutti due. Si vede che avete del genio, ma non vi sapete far intendere. (Volesse il cielo, che seguisse un tal matrimonio). (da sé)

GIANN. Sapete voi che cosa sia amore? (a Giacinto)

GIAC. Non so se m'inganni; ma mi pare di saperlo.

GIANN. Come lo sapete?

GIAC. Perché ho fatto all'amore tutto il tempo della vita mia.

GIANN. Voi non sapete nulla. Amore nasce dall'intelletto.

GIAC. Ed io dico che amore nasce dalla volontà.

GIANN. Prima di amare, bisogna conoscere se la persona merita di essere amata.

GIAC. Per me, quando mi corrisponde, merita sempre.

GIANN. Questo è l'amor delle bestie.

GIAC. Io vado alle corte. Se mi vuole, son qui.

GIANN. Non so che fare di voi. Non posso amare un irragionevole, uno che non distingue le finezze del vero amore da quelle della vilissima compiacenza. (parte)

BEAT. Vostro danno. Per causa della vostra insolenza perderete quarantamila ducati di dote, ed una sposa bella, giovane e virtuosa. (parte)

GIAC. Della bellezza e della virtù non m'importa, mi dispiace per li quarantamila ducati: ma sono così di natura. Non posso dissimulare. Stimo più una giovane, che mi dica ti voglio bene, che non è una di queste sputa sentenze. Che importa a me che la donna sappia parlare latino? A me basta che abbia imparato a compitare queste due lettere, s, i, . Per me allora è la maggior filosofessa del mondo. ()



Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License