Carlo Goldoni
Il padre di famiglia

ATTO PRIMO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

Pancrazio solo.

 

PANC. Non son sordo, ho capito. Son uomo che paga, son uomo che spende, ma che sa spendere: se egli è maestro di scuola, io son maestro d'economia. Ma giacché ho tempo, voglio un poco discorrerla con questo nuovo servitore, che ho preso questa mattina. Gran fatalità! Bisogna ogni quindici giorni mutar la servitù: e per qual causa? Per la mia cara signora Beatrice. Ma! L'ho fatta la seconda minchioneria, mi son tornato a maritare: mi parve un buon acquisto sedici mila scudi di dote, ma mi sono costati cari, perché li ho scontati a forza di struggimenti di cuore. Eh! Trastullo.

 

 

 


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