Carlo Goldoni
L'impresario di Smirne

ATTO PRIMO

SCENA SESTA   Lucrezia e detti.

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SCENA SESTA

 

Lucrezia e detti.

 

LUCR. Che cosa è questo strepito? Che cosa avete, signor Carluccio?

CARL. Oh, la mia cara Lucrezia! la mia dea, la mia regina, come state? Come avete riposato la notte?

LUCR. Poco bene. La mia camera è sopra il canale, e l'odor di canale mi offende.

CARL. Signor oste, bisogna cambiar la camera a madama Lucrezia.

BELTR. Io non ho altre camere a darle, e chi non è contento, è padrone d'andarsene; ed ella specialmente, signore, che prende la mia locanda per un'osteria...

CARL. Via, via, siate buono. Mi preme che questa virtuosa sia contenta. Se vuole le cederò la mia camera, ed io passerò nella sua. Vedrete, signora, che sarete contenta. Fate subito trasportar le robe. Animo, signor oste... ah no, signor locandiere. Chiamate gente, fate portar le robe della signora nella mia camera, e le mie... mandate a prendere il mio baule.

BELTR. Io le dico liberamente...

CARL. Mia bella, se vi contentate, faremo ordinario insieme.

LUCR. Sono contentissima. Star sola non mi piace, e la vostra compagnia mi diverte.

CARL. Amico, trattateci bene. Buon pranzo, buona cena: del buono e del meglio che il paese, sopra tutto buon vino e buoni liquori. Noi siamo avvezzi a vivere con magnificenza. Trattateci, e non temete niente. (Pagherò io). (piano a Beltrame)

BELTR. Ma io, signore...

CARL. Voglio che stiamo allegri quel poco tempo che restiamo qui, aspettando l'occasione di una buona recita. (a Lucrezia)

LUCR. Ma io, per dirvi la verità, non sono ora in caso di far grandi spese.

CARL. Non ci pensate. Lasciate fare a me. Voi siete la mia principessa. Amico, mi avete capito. (a Beltrame)

BELTR. Parliamo chiaro, signore...

CARL. Fatevi onore. Fate onore alla vostra locanda. Locanda celebre, famosa, rinomata. Voi siete il primo locandiere d'Europa, e noi siamo due virtuosi, che vi possono far del bene.

BELTR. Tutto questo, mi scusi, non mi fa niente. Io sono un galantuomo, che faccio col mio, e non voglio...

CARL. Animo, animo; meno ciarle, e più rispetto. Mia cara Lucrezia, volete che andiamo a divertirci?

LUCR. Come vi piace.

CARL. Volete gondola? Presto, mandate a prendere una gondola a due remi. (a Beltrame)

BELTR. Mandi ella, signore.

. Che impertinenza è questa? Voglio esser servito. Pago, e pago bene, e voglio essere servito.

BELTR. Se paga... (oh, ecco il Conte). (osservando fra le scene)

CARL. E non mi fate andar in collera, perché quando mi monta...

BELTR. Signora, un cavaliere desidera riverirla.

LUCR. E chi è quel cavaliere?

BELTR. Il conte Lasca, amico e gran protettore de' virtuosi.

CARL. (Il conte Lasca!) Madama, all'onore di riverirvi. (parte)

 

 

 


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