Carlo Goldoni
La putta onorata

ATTO SECONDO

SCENA DICIANNOVESIMA

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA DICIANNOVESIMA

 

Strada.

 

Il marchese Ottavio e Brighella

 

BRIGH. Caro signor padron, no so cossa dir. Ho fato de tuto, ma non ho fato niente. Betina la xe ostinada, e so sorela, che saria una dona de giudizio, no la pol far far Betina a so modo. A le curte, in casa no se pol andar.

OTT. Se non vagliono le finezze, mi valerò della forza. La rapirò.

BRIGH. Questa xe la più facile per aver el so intento. Za, secondo quel che la m’ha comandà, ho trovà i omeni e i xe in barca che i n’aspeta. Poco ghe manca a la sera; se la vol, andemo, e destrighemose avanti che la ne scampa.

OTT. In questa occasione avrei meco volontieri condotto un certo livornese, che per menar le mani vale un Perù. Egli ha bastonato fieramente quel vecchio temerario di Pantalone.

BRIGH. Oh bravo, gh’ho gusto da galantomo.

OTT. Se si potesse rinvenire, sarei contento della sua compagnia.

BRIGH. Xelo quelo che ha parlà al caffè con vussustrissima?

OTT. Appunto quello, a cui ho date le due doppie.

BRIGH. La lassa far a mi, che se lo vederò, lo farò andar in barca.

OTT. Vanne subito, che anch’io, per non dar sospetto, verrò per altra parte.

BRIGH. La dise ben. Ghe la faremo veder a sta petegola. (parte)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License