Carlo Goldoni
La putta onorata

ATTO TERZO

SCENA ULTIMA

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA ULTIMA

 

Il marchese Ottavio, Catte, Lelio, Arlecchino, Brighella e detti.

 

Tutti corrono a vedere cos’è. Tutti procurano farla rinvenire con qualche cosa.

 

PANT. Aspettè, lassè far a mi, che gh’ho speranza de farla revegnir subito. Vien qua, caro fio. (a Pasqualino. Tira fuori una forbice, taglia un poco de’ capelli a Pasqualino, li abbrucia e li mette sotto il naso di Bettina, che riviene) No ve l’ogio dito? Tiolè, imparè. L’odor de l’omo fa revegnir la donna. Sior marchese, za l’averà savesto...

OTT. So tutto. So che Pasqualino si è scoperto vostro figlio. So che è sposo di Bettina, ed io ne son contento. Anzi vi prego far sì che mia moglie mi perdoni le mie debolezze.

PANT. Ala sentio? (a Beatrice)

BEAT. Basta che mutiate vita, io vi perdonerò. (ad Ottavio)

OTT. In quanto a questo poi, se s’ha da mutar vita, l’abbiamo a far tutti due.

BEAT. Io m’impegno di farlo.

OTT. Ed io giuro di secondarvi.

MEN. (Zuramenti de zogadori e de marineri). (da sé)

LEL. Signori sposi, mi rallegro con voi. Amico, possiamo far negozio. Abbiamo cambiato condizione, possiamo ancora barattar gli abiti. (a Pasqualino)

PASQUAL. Tuto quel che volè; me basta la mia Betina.

LEL. Da qui a una settimana non direte così.

CAT. Siori, xeli contenti che diga do parole anca mi?

OTT. Sì, parlate pure.

CAT. Se fa le nozze senza un puoco d’alegria? No ghe xe quatro confeti con un puoco de cicolata? Almanco un goto de vin da bever.

PANT. Questa xe la solita lezion.

PASQUAL. M’arecordo del mio ducato.

OTT. Via, Brighella, fate portare quattro dolci del mio deser, un fiasco di vino buono. Messer Menico, andate anche voi.

BRIGH. (Parte)

MEN. Mi? A cossa far, lustrissimo?

OTT. A portar qualche cosa.

MEN. Mi a portar? La me perdona. I servitori de barca de la mia sorte no i porta. Fazza chi toca. Mi tendo a la mia barca. Ognun dal canto suo cura si prenda.

PANT. Xe la veritae, sala. I barcarioi che sta sul ponto d’onor, no i vol far altro che tender a la so barca.

OTT. Bene, io mi rimetto.

BRIGH. (Viene con altri servi con dolci e vino)

OTT. Date da bevere agli sposi, alla signora Catte, a tutti.

CAT. E viva i novizzi. (beve)

LEL. E viva gli sposi. (beve)

BETT. (Prende un bicchier di vino in mano, e rivolta all’udienza, recita il seguente

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License